L’AQUILA – Gravi negligenze nella costruzione della struttura: è una delle accuse che emergerebbero all’interno della perizia ordinata dalla Procura della Repubblica dell’Aquila in relazione ai crolli registrati all’interno del tribunale.
Già nei prossimi giorni potrebbero arrivare dei provvedimenti a carico di alcune delle persone che contribuirono alla costruzione del tribunale di via XX settembre, avvenuta negli anni sessanta.
Nel documento verrebbe contestato anche l’utilizzo di materiali inidonei per il palazzaccio, dove una porzione del tetto si è staccata letteralmente dai pilastri, numerose pareti e tramezzi sono crollati: questi i danni più gravi rilevati nel primo e nel secondo edificio, terminato negli anni ottanta.
È del 15 febbraio scorso la notizia che l’associazione temporanea d’impresa (Ati) costituita dalla Gdm di Milano, azienda capofila, e Benvenuto Spa di Como, si è aggiudicata l’appalto per il recupero del tribunale.
A rispondere al bando, per un valore di circa 18 milioni, sono state una quarantina di imprese e Ati.
Le procedure sono state gestite dal provveditorato interregionale alle opere pubbliche Abruzzo, Lazio, Sardegna.
Il ribasso effettuato dall’Ati vincitrice è di circa il 26%.
In riferimento al tribunale dell’Aquila, prima di far partire l’appalto c’é stato un lungo periodo di riflessione per le verifiche tecniche, tese a decidere se la struttura, gravemente danneggiata in seguito al sisma del 6 aprile 2009, dovesse essere demolita o ricostruita






