L’AQUILA – Un anno dopo il corteo dei 5 mila a Roma, e contemporaneamente all’avvio del salone della ricostruzione, oggi gli aquilani stanno sfilando ancora per protestare contro lo stallo nella ricostruzione e nella rinascita post-sisma e chiedere maggiore attenzione alle istituzioni e più partecipazione dei cittadini nelle decisioni.
Il corteo è partito tra le polemiche, gli uffici comunali di Villa Gioia sono stati fatti oggetto del lancio di palloncini colorati e uova. Sui muri è comparsa la scritta “Complici”.
Tra i manifestanti anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, accompagnato da tre poliziotti.
Riguardo le contestazioni al Comune e alla sua persona, Cialente ha detto: “Sono i soliti noti di un ben preciso comitato. La città è con me e il gesto dei palloncini e della scritta fuori dal Comune mi è sembrato una ragazzata, come quando io da bambino andavo a suonare i campanelli e poi scappavo. Quando li ho visti li ho chiamati e ho detto loro di fermarsi a parlare ma sono andati via. Non intendo comunque denunciare l’accaduto”.
Riguardo la situazione commissariale Cialente ha detto: “Qualcuno deve spiegarci l’enorme numero di commissari che ci sono nella nostra città. Tra poco ci sarà un commissario per tutto, le scuole, l’università, per ogni cosa…”.
Il corteo è giunto a palazzo Silone, sede della Regione Abruzzo. Anche qui lanci di uova e insulti nei confronti dell’ente, stesso trattamento riservato, alla partenza, agli uffici comunali.
Intanto il traffico cittadino sta subendo gli effetti della protesta: strade chiuse, code e disagi per gli automobilisti.
Senza lavoro senza case L’Aquila non rinasce
LA NOTA DEL COMITATO PROMOTORE
“Senza lavoro, senza case, L’Aquila non rinasce”: questa la nuova mobilitazione cittadina fissata nel capoluogo oggi, giovedì 7 luglio, dalle 15 a piazza D’Armi.
Ventisette mesi dal terremoto, dodici dalla manifestazione a Roma passata alla storia post sismica dell’Aquila come la giornata delle “manganellate”, quindicimila le case da ricostruire.
Questi, insieme al numero delle vittime del 6 aprile 2009, sono i numeri più noti a tutti gli aquilani, molti abruzzesi e un discreto numero di italiani.
In pochi invece conoscono i reali numeri dell’economia in disastro, dei cassaintegrati (la cui ennesima proroga è di nuovo prossima), dei precari, dei nuovi poveri, come anche quello del giro d’affari che si muove dietro le quinte della ricostruzione che non parte, del costo della struttura commissariale nel suo complesso (commissario delegato, vice commissario, struttura tecnica di missione, struttura di gestione dell’emergenza, consulenti e sotto commissioni varie).
Ben chiaro e percepito, però, quel che comportano. La povertà nel Cratere è alle porte: un numero sempre maggiore di piccole e piccolissime imprese storiche chiudono, un numero sempre maggiore di lavoratori perdono il posto, un numero sempre minore di giovani entrano nel mercato del lavoro.
Una nuova manifestazione aquilana con la quale i cittadini intendono portare all’attenzione i problemi e le loro proposte per una soluzione che sia a favore del territorio e della sua popolazione.
DE SANTIS (IDV): “PD E COMUNE HANNO ROVINATO LA MANIFESTAZIONE”
L’AQUILA – “Il Pd ed il gonfalone del Comune condizionano la manifestazione”. È quanto dichiara il coordinatore comunale Idv, Lelio De Santis.
“Il gonfalone del Comune dell’Aquila in testa al corteo, paradossalmente, ha rovinato una sana e genuina giornata di protesta, pensata e promossa ufficialmente da alcuni comitati cittadini per rivendicare la soluzione ai tanti problemi dall’ avvio della ricostruzione”.
“L’Amministrazione Comunale avrebbe potuto evitare di mettere il cappello su una manifestazione spontanea che risulta produttiva se vissuta e percepita come libera, non condizionata e apartitica”.
“Anche il Pd avrebbe potuto evitare di occupare la testa del corteo con l’onorevole Giovanni Lolli e il suo gruppo dirigente. Per scongiurare anche solo di apparire come il partito che dà la paternità alla manifestazione, considerato che rappresenta il Sindaco e buona parte della attuale giunta”.
“Evidente che le responsabilità di questa paralisi nella ricostruzione e dell’ assenza di prospettive certe sono ascrivibili alla gestione commissariale, nonostante gli abbracci trasversali, la presenza costante del Sottosegretario Gianni Letta, e che la stessa Amministrazione Comunale non è esente da colpe”.
“Chi governa faccia meglio il suo dovere e lasci ai cittadini la libertà di protestare”.
LA PIATTAFORMA
Fine del commissariamento
Politica programmatica locale, condivisa con la popolazione
Sostegno all’economia e all’occupazione
Diritto al lavoro
Diritto all’abitare
Tutela del territorio
Difesa dagli “scippi” delle strutture politiche, amministrative, sanitarie e universitarie
LE ADESIONI
Confindustria, Rete Imprese, Ance, sono alcune delle associazioni di categoria che hanno già dichiarato ufficialmente la loro adesione alla manifestazione.
IL PERCORSO
con concentramento alle ore 15.00 presso la rotonda di piazza D’Armi. Meta del corteo sarà palazzo Silone, sede degli uffici della Regione e della struttura commissariale.
Alla testa del corteo i cittadini ancora “provvisoriamente” alloggiati presso la caserma Campomizzi sotto sfratto e da alcuni giorni privati dei pasti (eccetto che per anziani e bambini) e dei servizi accessori.
IL COMUNICATO DEGLI ORGANIZZATORI
All’Aquila non c’è lavoro e non c’è futuro, per i giovani semplicemente non ci sono prospettive.
I soldi per la ripresa socio-economica del cratere vengono sistematicamente dirottati altrove senza alcun imbarazzo.
È il caso della sanità, della ferrovia, delle scuole e dell’università.
La ricostruzione pesante è ferma nel centro dell’Aquila, in periferia e in tutti i centri del cratere!
Non esiste un’idea per la città e il suo territorio, se non la sua triste devastazione.
Molte famiglie e single, poveri e nuovi poveri di questa L’Aquila sono senza casa e senza assistenza, vittime dei deliri di onnipotenza della struttura commissariale dell’emergenza e lasciati soli di fronte il mercato, libero di alzare i prezzi degli affitti all’infinito.
Contro tutta questa classe dirigente, commissari, vice commissari e sindaci conniventi, contro i loro giochetti e i loro rimpalli di responsabilità, andate via tutti!
Basta macelleria sociale, alziamo la testa, rompiamo il loro gioco.
Creiamo sempre più autorganizzazione, auto-sostentamento, solidarietà e rompiamo il ricatto dell’assistenza che ci fanno elemosinare a duro prezzo.
Per fare questo è necessario che tutta la popolazione abbia più fiducia in se stessa, nelle idee che vengono dal basso e nelle pratiche che ne scaturiscono.
Va subito consolidata la rete di soccorso popolare che in questi anni si è creata per una reale ricostruzione sociale.
Non abbiamo bisogno di chi in due anni non è riuscito a lanciare nessuna idea di attrattività e futuro per questo territorio e lo sta mandando solo allo scatafascio e alla definitiva rovina per arricchirsi sulla nostra pelle.
È necessaria un’immediata e radicale inversione di tendenza prima che sia davvero troppo tardi.
Basta con la politica di Chiodi, Cicchetti e Cialente che consiste unicamente nell’elemosinare aiuto da un politico corrotto come Gianni Letta, coinvolto ora nell’ennesimo scandalo P4.
L’Aquila può essere sin da subito la città dei giovani.
Una città in cui le nuove generazioni sono le protagoniste di una L’Aquila che si ricostruisce su basi di apertura e libertà di una “L’Aquila città europea”, altro che i deliri securitari e identitaristi della destra, che vorrebbero lasciarci rinchiusi nelle nostre secolari paure e facilmente governabili.
Da generazione senza futuro le nuove devono essere le generazioni protagoniste.
Diamo le nostre idee per la città, creiamo da subito reddito e lavoro.
Perché la ricostruzione e i cantieri sono fermi questa è la verità e la responsabilità è di chi sinora ha gestito le cose: commissario, Comune, ingegneri, costruttori.
C’è subito bisogno di un cronoprogramma, dell’applicazione della legge popolare, di diritti.
Per ora c’è soprattutto bisogno subito di una nuova importantissima manifestazione di rottura.
Per questo e per tutto quello già enunciato su questo volantino giovedì 7 luglio saremo per le strade dell’Aquila, della nostra città.
Asilo occupato, Casematte, Comitato 3e32
CANTALINI (PMI): ”NO ADESIONE, MA RIBADIAMO NOSTRE RIVENDICAZIONI”
“Non abbiamo mai parlato di adesione, ma non volevamo che parlassero di economia persone che forse non ne sanno. In occasione di questa manifestazione vogliamo soltanto ribadire la nostra piattaforma, abbiamo delle rivendicazioni da fare e le faremo”.
A parlare è il neoeletto presidente delle Piccole e medie industrie (Pmi) di Confindustria, Guido Cantalini, sulla presunta adesione alla manifestazione di protesta prevista per domani all’Aquila e organizzata da diversi comitati cittadini.
“Ciò che vogliamo – spiega Cantalini – è fare in modo che si discuta concretamente sulle nostre proposte, ferme da un anno nonostante i buoni propositi dei politici. C’è da constatare, purtroppo, la crisi della piccola industria del “cratere”, già in sofferenza prima del sisma del 2009.
Il documento sottoposto alle forze istituzionali centrali e locali è stato firmato da Confindustria, associazioni di categoria e sindacati.
La data di consegna è 7 luglio 2010, esattamente un anno fa, giorno delle ‘bòtte’ romane durante la prima manifestazione aquilana nella capitale.
“Il prossimo 25 luglio – conclude Cantalini – ci sarà un incontro in Regione con il presidente Gianni Chiodi nel quale chiederemo le stesse cose di un anno fa, tra cui la sospensione del pagamento di tasse e cartelle esattoriali, come avvenuto in altre città italiane colpite da un sisma”.



