L’AQUILA – “Ho una proposta per le tv nazionali: venite a fare il Grande fratello all’Aquila, così l’Italia potrà capire cosa sia il dramma del terremoto. E visto che stiamo all’Aquila, suggerisco anche il titolo della trasmissione, la traduzione in dialetto aquilano, ossia ‘Ju grande quatrano'”.

Così il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente lancia la sua ennesima ‘provocazione’ nel giorno in cui il Cipe ha sbloccato 545 milioni di euro per la ricostruzione privata post scossa del 6 aprile 2009.

La proposta è arrivata nel corso del primo Consiglio comunale dopo il ritiro delle dimissioni da parte dello stesso sindaco dell’Aquila e dopo quasi un mese dallo ‘scoppio’ dell’inchiesta ‘Do ut des’ su presunte tangenti legate alla Ricostruzione della città terremotata.

Quello di stamani è stato un Consiglio comunale molto aspro, a tratti tesissimo, con una rissa sfiorata fra i consiglieri di opposizione e maggioranza Vincenzo Vittorini (L’Aquila che vogliamo) e Giuliano Di Nicola (Italia dei valori). Un alterco molto forte, tanto che Vittorini è stato invitato a uscire dall’aula dal presidente del Consiglio comunale, Carlo Benedetti.

“Quante esercitazioni anti sisma sono state fatte in città? Ditelo ai cittadini!”, ha urlato Vittorini prima di uscire, rispondendo a voce alta alle parole di Di Nicola sul piano di protezione civile, ritenuto adatto e “in itinere” da Nicola, pur non essendo mai stato messo davvero in funzione.

Momenti di tensione anche tra il sindaco, che è stato il primo a prendere la parola in apertura dei lavori, e alcuni consiglieri: con l’avvocato Roberto Tinari, esponente di Forza Italia L’Aquila e vicepresidente del consiglio comunale, che ha abbandonato l’aula ed è poi rientrato, e il consigliere di Appello per L’Aquila Ettore Di Cesare.

Nel corso della seduta, il consigliere di opposizione ed ex candidato sindaco Giorgio De Matteis, ha contestato duramente Cialente e il documento presentato dal capogruppo Partito democratico Maurizio Capri, documento firmato da Camera di Commercio Confindustria, Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Coldiretti, Apindustria, Cna, Ance, Ordine Ingegneri, Ordine Architetti, Collegio periti industriali, Ordine degli avvocati, Ordine dei commercialisti, Confcommercio, Ordine dei medici e Collegio dei Geometri, nel quale si legge: “Ferme restando le diverse opinioni tra i consiglieri comunali sulla gestione della ricostruzione e sulle strade scelte per fare fronte a quanto accaduto nelle ultime settimane, si propone di convergere su una serie di obiettivi essenziali per la comunità da porre al centro del confronto col Governo Nazionale, e ciò in considerazione di un contesto di vera e propria emergenza sociale del nostro territorio, che vede crescere in maniera esponenziale i dati legati alla chiusura delle imprese, con picchi preoccupanti per il settore agricolo”.

Ai lavori ha preso parte per la prima volta in veste di vice sindaco l’ex procuratore della Repubblica di Pescara e L’Aquila, Nicola Trifuoggi, nominato da Cialente come sorta di ‘garante’ della trasparenza e della legalità dopo il caso ‘Do ut des’ che ha visto coinvolti quattro persone finite agli arresti domiciliari e quattro indagati, tra questi ultimi l’ex vice sindaco Roberto Riga.

TRIFUOGGI, ”PER ADESSO ASSORBO TUTTO; FACCIAMO PULIZIA DALL’INTERNO”

“Questo è il primo Consiglio comunale al quale partecipo, non ne avevo mai fatto uno neanche dall’altra parte della barricata. Qui si parla molto, si dicono molte cose, anche se sono abituato a cose leggermente più concrete, ma d’altra parte si tratta del gioco delle parti nell’ambito di una assise politica. Se ne dicono di tutti i colori, poi magari nella vita sono amici”, le parole di Trifuoggi a margine del Consiglio.

“Ci tengo a ringraziare tutti i componenti di maggioranza e opposizione – afferma Trifuoggi – sono stati decisamente gentili nei miei confronti. È bene chiarire che io non sono né il badante del sindaco, né della giunta, né tantomeno, come mi è stato chiesto, di tante giunte precedenti in anni prima del terremoto. Non sono qui per questo, né per fare il supervisore. Ci sono delle questioni messe in luce in negativo dalla stampa nazionale, quelle vanno esaminate per vedere se c’è qualcosa che non è andata per il verso giusto”.
 
“Il sindaco mi ha dato libertà totale di movimento, d’altra parte era il presupposto della mia venuta. Ho ribadito anche alla Polizia Municipale, come assessore, che la legge è uguale per tutti, questo è il principio al quale intendo aggrapparmi per il mio lavoro”, aggiunge l’ex procuratore.
 
“Questa è una fase nella quale faccio la spugna, cerco di ottenere più informazioni possibili, non va sentita una sola campana”, prosegue il neo vice sindaco in riferimento a quanto visto e sentito nel corso del tesissimo Consiglio comunale di stamani.
 
Per Trifuoggi, comunque, l’inchiesta ‘Do ut des’, che aveva portato alle dimissioni del sindaco (non indagato), poi ritirate, “non sta pesando, non ci sono ricadute negative nell’attività dell’amministrazione comunale. Qualche giorno fa ho parlato con il procuratore della Repubblica, ovviamente lo conoscevo da prima, non certo per chiedere notizie su indagini in corso, ma per ribadire che l’amministrazione comunale è interessata affinché eventuali ‘pecore nere’ vengano stanate e poi espulse e che non intendiamo perseguire la politica della spazzatura sotto al tappeto”.
 
“Collaboreremo ogni volta che sarà possibile. Un’amministrazione che riesce a fare pulizia al proprio interno dà una dimostrazione di forza. Non è la stessa forza se quella pulizia viene fatta dall’esterno”, conclude il vice sindaco dell’Aquila.

L’INTERVENTO DI CIALENTE

In apertura dei lavori del Consiglio comunale il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha ripercorso la vicenda relativa alle sue dimissioni e al successivo ritiro delle stesse.

“Proprio mentre il Comune era impegnato – ha dichiarato Cialente – in una battaglia per ottenere i fondi, ai primi di gennaio, a seguito di un’indagine che vede coinvolto il vice sindaco, raggiunto da avviso di garanzia e subito dimessosi, si è scatenata una campagna mediatica durissima. A questo punto il ministro Trigilia, con delega alla Ricostruzione, dichiara alla stampa che non accetterà più richieste di finanziamenti dal Comune e dal sindaco dell’Aquila. Vi è stato quindi un attacco durissimo, da parte della stampa, contro la mia persona e la mia famiglia. Mi sono dimesso pensando che, se avessi lasciato che tutto si scaricasse su di me, la città sarebbe stata risparmiata. Gli attacchi, invece, si sono intensificati, sulla stampa e sulle televisioni nazionali. In particolare colpisce l’attacco del Sole24ore, sia per i contenuti dell’articolo, infamanti rispetto a una città che non lo merita e che viene tacciata di essere mafiosa, sia per le accuse rivolte al magistrato che è stato protagonista delle principali inchieste sul terremoto, in particolare quella sulla Commissione Grandi Rischi”.

“A questo punto ho capito che il mio gesto era stato inutile. La città, infatti, era ancora più esposta – ha proseguito Cialente – Ho sentito il dovere di riprendere il mio posto a guida e tutela della città. Occorreva, però, una figura autorevole, che tutelasse, agli occhi della città e del Paese, l’immagine della città rispetto agli attacchi e ai sospetti di cui era stata artatamente fatta oggetto. Ora bisogna lavorare per far arrivare alla Nazione un messaggio che riporti un’informazione corretta e realistica. Per questa ragione è stato scelto nel ruolo di vice sindaco un ex magistrato autorevole come Nicola Trifuoggi. Dopo aver ritirato le dimissioni ho sentito l’esigenza di incontrare tutta la società civile. C’è stata una perfetta convergenza sui programmi e sui propositi, a cominciare da quello di aumentare le regole, di avere un testo normativo unico e coordinato. A questo proposito, finalmente, il giorno 14 febbraio, alle ore 16, avremo un incontro con il ministro dell’Economia Saccomanni”.

“Chiederemo, tra le altre cose, di chiarire la vicenda delle tasse e quella della zona franca. Ritengo – ha concluso il sindaco – che sia scattato un allarme che non va sottovalutato, al contrario va seguito con molta attenzione. Quello che occorre ora è  un patto fra le istituzioni. Nessuno può pensare di intraprendere iniziative per conto proprio. Solo insieme potremo lavorare per la città in maniera concreta ed efficace”.

VITTORINI (LCV), ”TRIFUOGGI METTA MANO A TRASPARENZA, IL COMUNE NON L’HA MAI FATTO”

“Questo Comune è commissariato da un mese. Sono cinque anni che la città è nelle mani di un’amministrazione incompetente. Vedremo se ci sarà il risvolto penale, ma la verità è che L’Aquila dorme, continua a dormire, non si indigna. Il terremoto non l’ha svegliata. Qui non servono le rivolte, serve battersi per essere diversi per noi e per gli altri, per l’Italia intera”, il commento di Vittorini ad AbruzzoWeb.

“Chiediamo a Trifuoggi contezza di tutto ciò che questo Comune non sta facendo sulla trasparenza. Ci sono tante iniziative che L’Aquila che vogliamo sta portando avanti ma che giacciono nei meandri della burocrazia degli uffici comunali, come voluto dalla parte politica che governa la città. Vediamo cosa Trifuoggi potrà dare a questa città”, prosegue il consigliere di L’Aquila che vogliamo, ex candidato sindaco.

Gli atteggiamenti del sindaco che prima sono di amicizia con tutti, basta vedere i premi dati all’ex capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, poi però diventa nemico di tutti. Serve un atteggiamento sereno, ma fermo. Con le pagliacciate non si va da nessuna parte. Le strette di mano del sindaco a tutti quelli che sono passati per L’Aquila sono sulle pagine dei giornali. Anche se poi lo stesso Cialente disintegra ciò che fa”, conclude.

DI CESARE (APL), ”CIALENTE HA ISOLATO LA CITTA’; INCHIESTA AEROPORTO COME METRO PER TEMPESTA”

Secondo Ettore Di Cesare, l’inchiesta sull’aeroporto dei Parchi venuta fuori oggi sugli organi di informazione, “può essere la disgrazia politica di Cialente, come per l’ex sindaco Biagio Tempesta è stata la questione della metropolitana di superficie, mai costruita. Questo è un sindaco che ha litigato con tutti, col governo, con la Regione, con la Provincia, di fatto isolando la città. Vediamo se sarà capace di riallacciare i rapporti”.

“Cialente è andato avanti a spada tratta su questa storia, ha fatto suo il progetto sull’aeroporto – dichiara Di Cesare – senza contare l’inaugurazione-farsa. Da parte nostra c’è stato un atteggiamento ‘laico’, non ci è mai stato dato il piano industriale, volevamo controllare se un aeroporto del genere potesse stare in piedi”.(r.s.)