L’AQUILA – “La nostra famiglia è stata trattata come altre decine di migliaia di famiglie aquilane, senza nessun favore o privilegio particolare”.

È questa la nota di replica della famiglia del consigliere comunale di minoranza (Pdl) dell’Aquila Raffaele Tripoli Cavaliere, dopo gli avvisi di garanzia ricevuti da lui e da alcuni componenti della sua famiglia per truffa e falso.

Secondo la procura, sarebbero stati presentati falsi documenti per ottenere un alloggio del progetto C.a.s.e., poi occupato non dal consigliere, ma da alcuni familiari che percepivano già il contributo di autonoma sistemazione (Cas).

Ma i Cavaliere non ci stanno. “È agli atti – si legge nella nota – che dal momento dell’assegnazione dell’alloggio, è stato immediatamente sospeso il contributo di autonoma sistemazione nel Comune di Gessopalena (Chieti)”.

Nessun illecito per la famiglia, insomma, e si sarebbe potuto accertare “se i carabinieri e i magistrati ci avessero chiesto la documentazione relativa all’assegnazione dell’alloggio”.

“Rimane l’amarezza – aggiunge la famiglia Cavaliere – di dover smentire notizie che comunque rischiano di alimentare maldicenze e calunniose insinuazioni”.

La notizia si è diffusa ieri e subito la famiglia ha incaricato il legale Marco De Paulis di scoprire “l’errore nella ricostruzione della vicenda”.

Oggi la nota di difesa in cui i Cavaliere si dichiarano “una famiglia di militari, da sempre rispettosi dello Stato e delle sue leggi”.

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