L’AQUILA – “Sicuramente se fosse stato possibile applicare il criterio della territorialità, come suggeriva l’Italia dei Valori, in merito al quale, a parità di competenze professionali, venivano preferiti nelle assunzioni i residenti nel territorio, non sarebbero venute a mancare la pari opportunità nelle selezioni del concorsone al Comune. Escludere i precari dalle prove pre-selettive significa semplificare loro il processo di selezione. Tutti gli altri (meno fortunati) aspiranti lavoratori residenti nel territorio dovranno, infatti, vedersela contro fortuna, cultura e competenza insieme ai restanti concorrenti nazionali”.
È quanto afferma in una nota Emanuela Bruschi, protavoce dell’Italia dei Valori dell’Aquila.
“Affermare che a prevalere sia la legalità e la meritocrazia nell’espletamento delle procedure concorsuali diventa un discorso un po’ forzato e parziale rispetto al paragone con altri bandi in cui – continua la Bruschi – nonostante le precedenti esperienze fornissero punteggio nei titoli, tutti i candidati concorrevano alla pari nell’espletamento delle preselezioni. Detto questo, la tutela dei precari è sempre legittima per non rendere ancora più grave la situazione occupazionale”.
“Il personale che verrà selezionato – puntualizza – sarà essenziale a garantire un’adeguata ricostruzione ma questa deve essere intesa nel senso ampio del termine, altrimenti sarà solo una ricostruzione materiale o, semplicemente, edile: per questo motivo non ci sarà bisogno solo di figure ‘tecniche’ come ingegneri, geometri e architetti, ma sarebbe il caso di allargare l’approvvigionamento del capitale umano anche a profili professionali diversi: psicologi, operatori turistici e culturali, informatici ed economisti, che garantiranno e coopereranno per una ricostruzione e uno sviluppo economico, sociale, culturale e turistico, capace di risollevare e ricreare opportunità per il nostro territorio”, conclude.






