L’AQUILA – Il centro commerciale “L’Aquilone” ha spento, qualche giorno fa, quattro candeline. Lo ha fatto “festeggiando – si legge in una nota – insieme a tutti i suoi ‘amici’. Lo fa pensando a questo tempo che è passato. Poco. Ma sembra tanto di più. Un centro commerciale ha una sua finalità, un suo scopo. Semplificare i modi dell’acquisto moderno. Accelerarli. Molte le polemiche sulle ripercussioni psicologiche e sociali che da sempre ruotano intorno a quello che è stato definito un non luogo. Entri in un ‘mall’ e esci dalla città. Esci dal particolarismo locale. I centri commerciali sono tutti diversi ma, in fondo, tutti uguali”.
“Qui all’Aquila un evento inatteso ha mutato ogni prospettiva e ogni definizione – queste le parole del direttore del centro, Federico Pisani, al taglio della torta – Dopo il terremoto sono venuti a mancare i luoghi naturali dell’incontro. Strade per passeggiare. Vetrine da guardare. I soliti posti di sempre. Quelli che amiamo”.
“Nel nostro centro commerciale si è riversata tutta la città. I giovani, le famiglie, i turisti. Bisogna avere la forza di dirlo: oggi L’Aquila è il suo centro commerciale. Il nostro si è tramutato in un sistema vitale. Accogliere la cittadinanza in un momento così difficile, critico, di non facile soluzione sia a livello pratico che temporale, ha fatto cambiare anche il nostro approccio. La responsabilità la sentiamo. Insieme alla gratitudine”.
E conclude, “oggi, certo, auguriamo a noi buona fortuna. Ma l’augurio più grande lo rivolgiamo a tutti voi. Poter tornare qui, al più presto, sapendo che non siamo l’unico posto in cui poter andare. Continueremo ad accogliervi sempre. Dopo una passeggiata sotto i Portici. Dopo la lieve fatica dei vicoli in salita”.





