L’AQUILA – Una chiesa gremita ieri per l’ultimo saluto al professor Massimo Gallucci, ordinario di Neuroradiologia dell’Università dell’Aquila e direttore della stessa unità operativa complessa presso l’ospedale San Salvatore dell’Aquila, scomparso venerdì scorso. 

Nella chiesa parrocchiale di San Francesco a Pettino si sono ritrovati pazienti, amici di una vita e conoscenti del professore, morto a 59 anni.

Affollata camera ardente, allestita nell’Aula Magna dell’Università di Coppito, per dire addio al medico che nel corso della sua carriera ha lanciato tecniche innovative per tentare di sconfiggere il cancro che per una sorte malevole ha spento la sua vita. 

Accanto all’impegno medico e scientifico anche la passione per la musica, con l’appartenenza ai Sale chiodato, band di colleghi medici in cui si alternava tra voce, chitarra e sax.

Fu proprio Gallucci a salvare la vita di uno dei componenti, Giancarlo Canelli, quando questi ebbe un malore durante uno spettacolo del comico Giobbe Covatta.

Il professore è stato sepolto nel cimitero di Barisciano, paese del quale il padre fu sindaco per molti anni.