L’AQUILA – “Continuiamo ad apprendere dalla stampa di nuovi importanti interventi strategici ( Caserma VVF, Centro Formazione VVF, Centro Protezione Civile, Scuola della Pubblica Amministrazione, ecc.), senza intravedere lo scenario in cui vanno a collocarsi e tantomeno la logica e i parametri che ne delineano dimensioni, consistenza e localizzazione”.
Così in una nota Antonio Perrotti, del Comitatus aquilanus.
“Sono sicuramente interventi positivi per il nostro territorio ,ma sarebbe il caso di aprire un serio e responsabile dibattito sulla loro più opportuna e strategica collocazione : si tratta infatti di contenitori strategici che comporteranno un forte impatto sui valori fondiari ma più concretamente sulla rete dei servizi, su quella viaria e sugli stessi valori ambientali. Queste strutture non possono essere ubicate con la fretta che oggi traspare dal comportamento autarchico/esecutivo dell’attuale Giunta Comunale, ma ,devono essere oggetto di un’organica riflessione per ubicarle in zone ottimali e realizzarle con gli ormai ineludibili criteri di efficienza ed economia sia nella realizzazione che nella gestione”, prosegue Perrotti.
L’esempio della scuola dei VVF è in tal senso eclatante (si è parlato di un finanziamento di circa 15 Ml), era gia in corso il procedimento per la localizzazione e realizzazione della Caserma dei VVF (per un finanziamento di 12 milioni di euro),ma nessuno si è fatto carico di cogliere l’occasione di cumulare i finanziamenti per realizzare un Polo unico integrato per i VVF con evidenti economie di circa il 30 % in sede di realizzazione e del 40 % poi per la gestione ordinaria delle strutture comuni. In questo caso invertendo ogni logica tecnico/amministrativa si è scelta in Giunta una dubbia collocazione e si sta pretendendo di varare ( a sanatoria) l’alienazione del compendio residenziale di Sassa senza aver prima verificato in Consiglio la praticabilità tecnico/ambientale e amministrativa della Variante urbanistica. Un vero e proprio scippo delle competenze primarie del Consiglio Comunale cui spettano sia le decisioni su ubicazione e variante sia quelle sulla conseguente alienazione dei beni interessati.
“Ci troviamo di fatto di fronte ad atteggiamenti irresponsabili tipici di una partitocrazia che vede nel “pacchetto finanziario” preconfezionato un’occasione clientelare da gestire ognuno come “parte” senza interferenze tecnico/democratiche. Questo atteggiamento potrebbe essere peggiorato dal PNRR e dalle sue regole procedurali che vanno a sminuire il ruolo di Regioni, Province e Comuni e a bypassare le valutazioni urbanistico ambientali”, conclude Perrotti





