L’AQUILA – “L’Aquila non può fare a meno dei poliziotti aggregati: soprattutto adesso, con tutti questi cantieri, c’è bisogno di un maggior controllo. Che i nostri giovani vengano al più presto stabilizzati ponendo fine alla precarietà che costringe a continue proroghe, almeno fino alla fine dell’emergenza”.
Con queste parole il segretario provinciale del Coisp (Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia), Santino Li Calzi, ha spiegato ad AbruzzoWeb la situazione dei circa cinquanta poliziotti aquilani che erano in servizio presso altre province ma da tre anni ‘provvisoriamente’ tornati nel capoluogo abruzzese.
“A seguito del sisma – ha ricordato Li Calzi – questi giovani poliziotti, che vanno ad aggiungersi ad un organico di circa 200 persone, sono venuti a dare una mano all’Aquila mettendosi a disposizione della questura poiché il nostro ordinamento ha permesso l’aggregamento per i motivi familiari. Normalmente i tempi per trasferimenti del genere non superano i 60 giorni ma a L’Aquila di certo la situazione non si è risolta così brevemente e questi poliziotti sono rimasti ad operare in città”.
“Il problema – ha aggiunto il segretario del Coisp – è che abbiamo il sentore, considerata anche la scadenza dell’ultima proroga, che il Ministero li riprenda nelle sedi stabilite, quasi tutte nel nord Italia. I nostri sindacati stanno facendo pressione sul Ministero e sui candidati sindaci in quanto problema di tutta la città, ancora in emergenza, considerata l’espansione dell’Aquila che necessita di un maggiore e più attento controllo”.
“I protocolli del ministro Maroni per la sicurezza – ha affermato Li Calzi – chiedono l’incremento di organico per fronteggiare i problemi della città: bisogna dare maggiore sicurezza ai cittadini, soprattutto adesso. Inoltre ricordiamo che questi giovani aggregati compongono una vera e propria risorsa anche sul lato economico, basti infatti pensare che 50 stipendi sono circa 75.000 euro, soldi che diversamente andrebbero dispersi altrove”.
Li Calzi ha chiesto infine “che venga ripristinata la figura di ‘poliziotto di quartiere’. Diversamente dal prima del sisma, si parla di una figura che conosca bene il centro e che segua i cantieri, la Ricostruzione della città e le attività investigative legate a questi temi così importanti per L’Aquila e tutti i suoi abitanti”.





