L’AQUILA – Si concluderà alla fine di novembre il primo lotto del cantiere di ricostruzione del cinema Massimo dell’Aquila, ma i lavori del secondo e conclusivo lotto rischiano di rimanere a metà se dal Cipe non verranno stanziati nuovi fondi per gli edifici pubblici danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009.
L’ultima delibera, infatti, come spiega ad AbruzzoWeb l’assessore alla Ricostruzione Pietro Di Stefano, è quella risalente al 2012.
Il primo lotto riguarda opere di tipo strutturale sull’edificio e permetterà la rimozione delle impalcature e la risistemazione esterna, anche se all’interno resteranno ancora da completare tutte le finiture e l’impiantistica.
Questa tranche è costata circa 900 mila euro, mentre per il secondo lotto occorreranno altri 3,5 milioni il cui reperimento, puntualizza l’assessore, “è una priorità per l’amministrazione che, a breve, si rimetterà a lavoro per stilare il nuovo programma delle opere pubbliche”.
L’edifico è stato costruito dal 1942 al 1948 ed è vincolato dalla Soprintendenza unica.
“Abbiamo terminato tutte le demolizioni interne – afferma a questo giornale l’architetto progettista Luigi Ricciuti – Ora inizieranno le opere di consolidamento strutturale dei pilastri e della parte esterna e i lavori alla copertura, insieme a quelli interni”.
“Da novembre in poi – aggiunge – Si dovrà aspettare la seconda parte del finanziamento che è quella più consistente. Da progetto preliminare i lavori interni saranno quelli di finiture e impiantistica. I secondi saranno più impegnativi perché si tratterà di rifare da capo gli impianti elettrico e di climatizzazione”.
I danni riportati dall’edificio, classificato “E”, sono stati ingenti, “ma non ai livelli di tanti altri palazzi della stessa epoca che hanno subito danni maggiori”, conclude l’architetto.
I lavori del cinema, appaltati alla ditta Investment Trust, sono iniziati con qualche mese di ritardo rispetto alla data prevista per ottobre dell’anno scorso, a causa di alcune indagini alla fondazioni della struttura.
Ulteriori ritardi potrebbero esserci se non si dovesse sbloccare la demolizione dell’adiacente palazzo del benzinaio, attaccato a quello del cinema. Marianna Galeota



