L’AQUILA – “La ricostruzione è ferma, si stanno muovendo i primi passi nella ricostruzione della periferia ma quella del centro è assolutamente ferma. Abbiamo questa nuova legge che dovrebbe aprire degli spiragli ma la questione vera è che da circa cinque mesi il commissario, Gianni Chiodi, non trasferisce più i fondi che dovrebbe trasferire ed è entrato in una sorta di sciopero bianco”.

Lo ha detto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, facendo il punto sullo stato della ricostruzione del capoluogo abruzzese, a margine della presentazione, in Campidoglio, dell’iniziativa “Roma incontra L’Aquila”.

Una smentita, di fatto, di quanto dichiarato ieri dal ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca durante la presentazione del Gran Sasso Science Institute ai laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare ad Assergi (L’Aquila).

L’inviato speciale del governo Monti aveva affermato: “La ricostruzione non si è mai interrotta, nelle aree periferiche è andata avanti e lo abbiamo mostrato. Ora, dopo l’approvazione della legge sul terremoto deve partire la ricostruzione dei centri storici”.

“Il rischio – ha spiegato Cialente – è che, dovendo il governatore trasmettere entro il 31 agosto i fondi al ministero, si possa creare un ingorgo burocratico per cui i soldi cominceranno a tornare da noi all’inizio dell’anno: il pericolo è che tutti i cantieri pubblici che sarebbero già potuti partire da mesi slittino al prossimo anno”.

Il sindaco ha infine riferito di essere stato “questa mattina al ministero per cercare di limare queste asperità, proprio per andare avanti visto che attualmente abbiamo solo 25 cantieri e quindi di fatto siamo fermi”.