L’AQUILA – “Vedo, con cresecente stupore, prima ancora che preoccupazione, una instabilità della maggioranza. Se si deve andare avanti a stento in questo non governo, fatto di veti incrociati e tutela dei propri disegni, sarà giusto ridare la parola ai cittadini”.
È durissimo il sindaco, Massimo Cialente, che come di consueto affida i suoi pensieri a Facebook.
Un primo cittadino scatenato, che attacca pezzi della sua maggioranza dopo quanto accaduto ieri in Consiglio comunale durante la votazione sul “Parco Urbano di Piazza d’Armi”
Il progetto è passato con 17 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astenuti. Tra i ‘no’ che hanno mandato su tutte le furie il sindaco, quelli dei consiglieri Enrico Perilli e Antonello Bernardi.
“Egli (Perilli, ndr) si giustifica – scrive Cialente – dicendo che circa 8-10 anni fa, votò in consiglio un ordine del giorno in cui chiedeva che lì vi fosse solo prato. Ma allora non ha letto il programma elettorale che pure ha sottoscritto? E Bernardi, che ieri ha esternato la sua coerenza ambientalista , non aveva letto il programma? Ma parla proprio lui, che è stato il più violento sostenitore della localizzazione del mercato ambulante in piazza d’armi , primo firmatario dell’ordine del giorno che ha portato ad un’opera costata 1,8 milione di euro che gli stessi ambulanti che lo hanno preteso, occupando Viale corrado IV e Comune, oggi devono riconoscere che avevamo ragione Fanfani ed io che non avrebbe funzionato?”.
I numeri della maggioranza, spiega Cialente, sono sempre più risicati. “Attualmente il consiglio comunale, per legge, ha 32 consiglieri, 18 di maggioranza e 14 di opposizione – spiega sempre su Facebook – Ciò comporta che bastano due tre consiglieri per mandare sotto la maggioranza. Ormai il consigliere Giuseppe Ludovici , eletto con l’Api, è uscito dalla maggioranza. Non ho accettato un ricatto: o nomini presidente dell’ex Onpi il dott. Tiberi (già assessore del centrodestra) o io, che ‘ho preso i voti’, passo all’opposizione. Cacciandolo dal mio ufficio, gli ho detto di farlo pure. Siamo passati da 18 a 14 a 17 a 15″.
Il sindaco spiega di aver chiesto questa mattina al segretario del Pd di convocare lui, gli assessori, il gruppo consiliare e attivo quello degli iscritti “far sapere cosa vuole fare. Ma me lo deve dire il partito, non i consiglieri!”.
“Propongo pertanto un patto fra gentiluomini – conclude – Decidiamo di ridurre al minimo la fase di commissariamento e torniamo alle urne”. (e.m.)
GIULIANTE E MAGLIOCCO: “SI DIMETTA PER BENE CITTÀ”
“Cialente ipotizza nuove elezioni? Ci trova concordi, lo faccia per il bene della città”.
Lo affermano in una nota l’assessore regionale del Popolo della libertà Gianfranco Giuliante e il coordinatore L’Aquila-Sulmona dello stesso partito, Alfonso Magliocco.
“Le affermazioni di Cialente sono inquietanti nella forma e allucinanti nella sostanza! Denuncia un clima che appare il meno idoneo per una città che vuole rinascere, un clima che sta traformando una tragedia in una farsa e questo la dice lunga su tutti i problemi irrisolti negli ultimi mesi”.
“Al netto di un attacco a chi ha governato precedentemente tanto strumentale quanto risibile, la foto è quella di una maggioranza a pezzi che non offre nessuna prospettiva alla nostra città. È evidente che non si può andare avanti di ricatto in ricatto né ci si può autoassolvere con uno sfogo su un social network, né si può pensare a una ricomposizione evocando una riunione del Pd che dovrebbe mediare sull’inconciliabile”.
“Quanto alle accuse di presunto inciucio tra Properzi e Capri, queste saranno oggetto nei prossimi giorni di una riunione ad hoc affinché qualsiasi dubbio venga fugato ma ci aspettiamo nel frattempo una smentita che riteniamo indispensabile dopo le dichiarazione del sindaco”.
“Per il resto siamo stupiti della lucidità di Cialente che ipotizza nuove elezioni. Per questo, e ci trova concordi, non servono riunioni ma una sofferta decisione che per il bene della città deve e può fare in splendida solitudine”.



