L’AQUILA – “Il commissariamento sta bloccando la ricostruzione”. Nuovo affondo questa mattina del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, nei confronti della struttura commissariale durante il suo intervento nel corso della trasmissione tv su Rai1 “Uno Mattina”.

Alla trasmissione ha preso parte anche l’onorevole Pd Matteo Orfini che ha sottolineato come “nella manovra finanziaria vi fossero risorse per la ripresa della cultura all’Aquila. C’era il placet del ministro Galan. Poi questi soldi sono spariti”.

LA RICOSTRUZIONE BLOCCATA DAL COMMISSARIAMENTO

Parlando della fase dell’emergenza e della ricostruzione, il primo cittadino, intervistato dalla conduttrice della trasmissione ha snocciolato alcuni dati e fornito alcune cifre:

“Dopo il sisma del 6 aprile sono state costruite le  new town e quasi 6 mila alloggi che  non sono stati sufficienti. Dopodiché il Comune dell’Aquila ha gestito la ricostruzione delle case con danni lievi e medi che si è conclusa. Abbiamo rimesso in sicurezza gran parte del centro storico con i puntellamenti”.

“Dall’anno scorso sarebbe dovuta partire la fase della ricostruzione pesante, ossia quella delle case che noi sono classificate ‘E’, la ricostruzione della periferia e nel centro storico, uno dei più grandi d’Italia con 403 ettari se si pensa che i centri storici di tutta l’Umbria sono 1500 ettari”.

“La ricostruzione pesante non è partita per nulla. Perché? Perché non c’è stata rapida attuazione di quelle che sono le forme che comportano la normativa e così via. Si è segnato il passo. Abbiamo perso, e questo è un dolore quasi fisico, almeno 14 -15 mesi”.

Di qui la domanda della conduttrice: “Il commissariamento ha accelerato o rallentato il processo di ricostruzione”.

Secca la replica del sindaco: “Il commissariamento lo sta bloccando, a mio avviso,  perché, e questo gli italiani non credo lo sappiano, non c’è mai stato un commissariamento così forte in una parte del paese. Non si vuole passere alle autonomie locali. Non può andare bene perché quello che facciamo noi (come enti locali) corre di più”.

ORFINI: TAGLIATI FONDI PER LA CULTURA ALL’AQUILA

La conduttrice si rivolge all’onorevole Pd Matteo Orfini: “ Va bene una direzione nazionale o necessario demandare alle autonomie locali?”.

“C’è bisogno che il governo, e quindi la direzione nazionale, faccia qualcosa di più per L’Aquila – ha risposto il parlamentare – Si è perso tempo e si sono perse anche delle occasioni. L’ultima con la manovra finanziaria. Per la ricostruzione culturale noi del Pd avevamo chiesto di spostare alcune risorse, quindi senza costi per i cittadini e senza toccare i saldi della manovra, per la ricostruzione dei beni culturali e della cultura all’Aquila che viveva del binomio Università-industria culturale”.

“Il ministro Galan era d’accordo, dopodiché dalla manovra quella norma è sparita. Avrebbe portato 40-50 milioni di euro, che in una situazione del genere non sono pochi”.

IL RICORDO DI REMO GASPARI

Nel corso dell’intervento la conduttrice parla dell’ex ministro Remo Gaspari, scomparso ieri all’età di 90 anni affermando: “Democristiano, doroteo, 16 volte ministro, che disse ‘qui noi abbiamo spazzato via l’assistenzialismo, puntando sullo sviluppo e ci ritroviamo ad essere la regione più ricca delle regioni meridionali. È ancora così?”

A questa domanda risponde il sindaco Cialente:

“Innanzitutto è dispiaciuto a tutti la perdita di ‘zio Remo’, così veniva chiamato in Abruzzo perché ha rappresentato veramente un po’ la cultura della Democrazia cristiana degli anni ’70 e ’80. Lui è stato l’uomo forte che ha guidato un’idea di sviluppo dell’Abruzzo”.

“Qual è il limite che porta Remo Gaspari, con il senno di poi? Nella fase in cui l’Abruzzo era nell’obiettivo 1 e c’erano gli aiuti, quella fase risale ad allora, si crearono le premesse perché l’Abruzzo potesse salire. Non c’è stata capacità di capire che si doveva poi avere capacità endogena di sviluppo ed è mancata un’altra cosa: la politica non è stata in grado di selezionare una vera classe dirigente”.

ORFINI: “ITALIA HA DEBITO CON L’AQUILA”

“Quali saranno i prossimi passi per L’Aquila” chiede la conduttrice all’onorevole Orfini che risponde così:

“Continuare a chiedere al Governo di fare il suo mestiere, cioè di dare una mano all’Aquila perché spesso in questi mesi è passata l’idea che L’Aquila fosse in debito nei confronti del Paese. Tant’è che si è discusso delle tasse per gli aquilani eccetera”.

“Io credo, invece, che siamo in una situazione in cui l’Italia è in debito nei confronti dell’Aquila. Dobbiamo stare vicino all’Aquila: bene avete fatto voi (intendendo la trasmissione televisiva, ndr). Si sono spenti i riflettori sull’Aquila e sui comuni intorno al capoluogo e alle sue frazioni, che sono in una situazione altrettanto drammatica e meno visibile dell’Aquila”.

“C’è bisogno di spostare delle risorse, di velocizzare le procedure della ricostruzione, ma c’è bisogno però anche di ripensare ad un progetto per la nuova L’Aquila. Le new town servivano come soluzione all’emergenza. Però il dovere di un Paese importante come il nostro è dare un futuro all’Aquila e ricostruire quella città, quel centro storico, quei  monumenti, quelle attività”.

“E quell’economia” aggiunge il sindaco Cialente.

CIALENTE: “RIPARTITA LA MOVIDA MA E’EMERGENZA UNIVERSITA'”

Sulle prospettive della città e su quella che da sempre è stata una delle sue peculiarità, ovvero la vocazione universitaria e di città a misura di studente (“la quarta in Italia” ricorda giustamente la conduttrice), Cialente spiega:

“Abbiamo riaperto i locali ed è ripartita la movida, del famoso giovedì universitario dell’Aquila. I ragazzi stanno tornando ma abbiamo allarme enorme sull’università perchè anche lei sta pagando i ritardi nella ricostruzione. Noi avevamo creato una tabella, un cronopgramma. Elaborato per ricostruire la città e anche la sua economia. Questa cosa è bloccata in questo momento”.