L’AQUILA – “Non ci ha risposto nè alla prima nè alla lettera che abbiamo inviato ieri. Quella palazzina non può chiudere per una serie di ragioni, su tutte quella che potrebbe ospitare altri sfollati che sono negli alberghi o persone a cui non hanno ancora riparato le abitaizioni B e C e che per legge non hanno diritto ad alloggi del progetto C.a.s.e. e Map”.
A dichiararlo è l’assessore comunale con delega all’assistenza alla popolazione Fabio Pelini che alcuni giorni fa ha scritto una lettera insieme al sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, indirizzata al coordinatore della Struttura per la gestione dell’emergenza, Roberto Petullà, chiedendo un passo indietro rispetto alla decisione di chisuura dell’hotel “Firenze”, una delle palazzine situate dentro alla scuola della Guardia di Finanza a Coppito che ospita diversi cittadini che da tre anni hanno perso l’abitazione principale.
Gli ospiti dell’hotel Firenze saranno, senza nuove decisioni, trasferiti dal primo aprile all’hotel Sassari, mentre l’hotel Pisa, dove alcune stanze sono utilizzate dal personale co.co.co. dell’Sge e Protezione civile manterrà i battenti aperti.
La chiusura del Firenze è stato il primo provvedimento assunto dopo la denuncia fatta da AbruzzoWeb sull’utilizzo disinvolto degli alloggi da parte del personale della Struttura.
“Abbiamo chiesto un ripensamento e siamo tornati a farlo con una lettera che abbiamo spedito ieri – aggiuge Pelini – Quelle palazzine non possono chiudere, ma da Petullà e dall’Sge non è arrivata alcuna risposta”. (g.a.)
PETULLA’: ”CIALENTE SA GIA’ TUTTO PER TELEFONO”
“Non chiuderemo l’hotel Firenze della scuola della Guardia di finanza di Coppito visto che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, mi ha assicurato che il 31 marzo tutti gli sfollati saranno fuori dagli alberghi privati”.
Arriva la replica del coordinatore uscente della Sge, Roberto Petullà, all’assessore comunale all’Assistenza Fabio Pelini, che si è lamentato parlando ad AbruzzoWeb della mancata replica del coordinatore a due lettere che invitavano a non chiudere il Firenze.
“Ho un’unica lettera del Comune – ribadisce Petullà – ed è arrivata alle 18.08 di ieri sera. Il sindaco mi scrive ‘in relazione alla sua disposizione’, significa che è cosciente di non avermi mai scritto prima”.
“Non ho risposto ieri sera – precisa – ma con Cialente ci siamo sentiti per telefono: il mio interlocutore è lui e oggi è stata preparata la risposta formale e l’ho mandata al Comune. Certo siamo più celeri del sindaco”.
Ci sarebbe la seconda lettera, quella “aperta” diffusa sui media e sui social network.
“Ne sono a conoscenza – ribatte Petullà – ma su Facebook ci vado per parlare con gli amici non per rispondere alle lettere: mi aspettavo che l’assessore Pelini me la formalizzasse”.
Va comunque ricordato che il coordinatore non si è formalizzato troppo a rispondere perfino a un manifesto attaccato sulle mura cittadine, quello della Locomotiva.
In ogni caso, lo sfogo di Pelini è per Petullà “l’ennesima falsa informazione che viene diffusa. Che attacchino me cambia poco – aggiunge ma mi preoccupo per le persone che sono lì”. (alb.or.)



