L’AQUILA – “Non chiediamo la revoca dell’ordinanza, la nostra proposta è di modificarla, o meglio migliorarla: ripristinare il vecchio orario di chiusura, alle due, e in caso risolvere il problema dell’ordine pubblico vietando dopo la mezzanotte la vendita di superalcolici. L’importante è che ci permettano di lavorare, anche soltanto con succhi di frutta e acqua. Ma l’ordinanza così com’è non la vogliamo, né possiamo accettarla”.

Questo ha dichiarato Carmela Sorrentini, gestore dello Shaman’s irish pub, ieri sera, poco dopo mezzanotte, nuovo orario di chiusura obbligatorio, durante una riunione che ha visto la partecipazione di molti proprietari dei locali e dei bar dell’Aquila, per discutere dell’ordinanza comunale di ieri sui nuovi di chiusura dei loro esercizi.

“Domani – ha dichiarato la Sorrentino – incontrerò le associazioni studentesche, perché sono gli studenti, per primi, dopo noi proprietari, a essere danneggiati dall’ordinanza: decideremo cosa fare. Dopodomani, invece, propongo a tutti i gestori di darci appuntamento alle 11 davanti alla sede del Comune a Villa Gioia per una protesta pacifica, un sit in: aspetteremo finché il sindaco non ci riceverà per decidere insieme come limare questa decisione assurda e inutile”.

“E in caso – ha minacciato la Sorrentino – chiamo anche Striscia la Notizia. Vediamo se questa cosa sembra ammissibile a qualcuno”.

Inferociti i gestori presenti alla riunione, nella cucina dello Shaman’s irish pub: Leo Speranza, del Picassò, Ralph Aureli, del Cinema Olimpia Drink and Store, Maurizio Cantalini, dell’Ingordo Laico, Luca Ciuffetelli, del Bar del Corso, Giovanni Piccoli e Amedeo Antonelli, del Malacoda, Tony Aureli, del The Corner e Aldo Piccinini del Nero caffè.

La protesta una sola e comune per tutti: inutile chiudere a mezzanotte, se i ragazzi possono acquistare alcol nei supermercati fino alle 23 e continuare a ubriacarsi. La preoccupazione, quella di vedere la città abbandonata dalla maggiore fonte di guadagno per i bar e locali notturni: gli studenti, residenti e fuori sede.

“Un’altra cosa che contesto – ha protestato la padrona di casa Shaman’s – è che sono dovuta venire a conoscenza dell’ordinanza per caso, alle 18. Ma ci rendiamo conto? Dovevamo essere avvertiti dalla Polizia Municipale in maniera formale e soprattutto con un certo anticipo. Come faccio a far uscire i ragazzi dal locale dopo nemmeno un’ora che sono arrivati?”.

Infatti, i giovani dopo la mezzanotte hanno continuato a cantare e ballare nella “serata karaoke” del locale aquilano incuranti del dj che ammoniva l’imminente chiusura.

“L’anno prossimo cambio università – ha dichiarato urlando, ad AbruzzoWeb, nel caos delle proteste del locale, una studentessa di Pescara – Qua non ci sta niente da fare e adesso ci tolgono anche leserate. Che facciamo dobbiamo uscire alle sette?”.

I ragazzi hanno impiegato un’ora circa per lasciare lo Shaman’s: la musica già spenta, il bar chiuso, ma la voglia di divertirsi per niente appagata.

“La cosa più triste – ha concluso la Sorrentino – è che con questa chiusura anticipata dovrò tagliare del 25 per cento gli stipendi ai miei dipendenti che sono tutti studenti e si pagano l’affitto con quello che guadagnano qui. Mi dispiace più per loro che per il calo degli incassi”.

“Se giovedì non si risolverà la situazione, farò l’unica cosa possibile, chiuderò battenti e andrò via dall’Aquila”, ha concluso laconicamente la Sorrentino, riassumendo il timore della maggior parte dei gestori di locali aquilani che si vedono privati di un sacrosantodiritto: fare il loro lavoro.

CIALENTE: “PRONTO A TRATTARE, MA SERVE RISPETTO REGOLE”

 Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, è pronto a fare un passo indietro sugli orari di chiusura dei locali, che solo nei weekend potranno rimanere aperti fino all’una mentre negli altri giorni dovranno abbassare le saracinesche a mezzanotte.

Lo ha confermato a margine di una conferenza stampa in Comune, spiegando che “qualora ci sia un’intesa con i gestori dei locali della movida in centro si potrà rimodulare il provvedimento. In centro sono tornate alcune famiglie a vivere e, specie il giovedì o il sabato, ricevo telefonate a notte fonda di cittadini che non riescono a dormire a causa del fracasso, della musica ad alto volume e dei locali”.

Se le chiusure anticipate vengono ritenute misure troppo restrittiive “se ne può parlare – aggiunge Cialente – Ma occorre rispetto reciproco. Sono pronto a individuare un’intesa purché ci sia chiarezza e rispetto delle regole da parte degli esercenti”.

ORDINE DEL GIORNO PER CHIEDERE MODIFICA SU APERTURA SERALE LOCALI

È stata inoltrata questa mattina al presidente del Consiglio comunale dell’Aquila, Carlo Benedetti, la richiesta firmata dai consiglieri comunali Enrico Verini, Maurizio Leopardi e Francesco Valentini riguardante l’ordinanza sindacale del 20 dicembre attraverso cui si limita l’apertura serale dei locali pubblici di intrattenimento.

“Tale misura inibitoria, colpisce al cuore gli operatori del settore – si legge nella richiesta inviata dai consiglieri – che, con sforzi enormi e generosità, hanno riaperto i loro esercizi, fornendo nella nostra città in cui manca ogni possibilità aggregativa, uno spazio fisico di socializzazione e di incontro”.

“Prevedendo che, qualora le cose non si modifichino, i ragazzi aquilani, verosimilmente, la sera saranno costretti a recarsi presso esercizi pubblici siti nei comuni limitrofi, con rischi maggiori dovuti agli spostamenti e con incremento di economie extraterritoriali – continua – con la presente si impegna il sindaco Massimo Cialente a modificare con immediatezza i termini di chiusura serali, ripristinando gli orari antecedenti al 20 dicembre”.

 

LE REAZIONI

MPA: “AL PEGGIO NON C’E’ MAI FINE”

“Ho detto più volte che con Cialente Sindaco avevamo toccato il fondo, ma ora devo ricredermi: al peggio non c’è mai fine. Mi riferisco alla chiusura dei locali alle ore 24.00”. A dichiararlo è il segretario comunale dell’Mpa, Corrado Ruggeri.

“Con questa ordinanza, il sindaco non solo ha spazzato via, con un sol colpo, l’entusiasmo dei nostri giovani, che dando prova di grande attaccamento, nonostante le innumerevoli difficoltà che giornalmente si incontrano in una Città stravolta dal sisma, sono restati a L’Aquila; ma ora addirittura, sta anche attentando alla loro vita. Lo capisce il signor sindaco che se resta in vigore questa ordinanza i nostri ragazzi la sera e la notte se ne vanno in altre città ed il rientro a notte fonda con gelo e neve non è certo il massimo per la loro sicurezza?  E con gli Universitari come la mettiamo? Usiamo l’Università solo come slogan?  Lo capisce il Signor Sindaco che con tale scellerata ordinanza i gestori dei locali notturni  si troveranno sul lastrico?”.

“Non dico questo perché sono suo oppositore politico, ma perché ne sono pienamente  convinto!  Quando tali scelte dipendevano da me, come assessore, i locali chiudevano alle 2 di notte tutti i giorni ed alle 3 il venerdì e sabato. Nei mesi di luglio ed agosto addirittura un ora in più. Certo, abituato come è a dire bugie, ora il primo cittadino racconterà che è stata il Questore, il Prefetto e quant’altri a fare questa ordinanza. No, sindaco la scelta è del Comune e le ordinanze le firma Lei”.

“Sarebbe stato opportuno che l’Assessore al ramo, invece di inventarsi tali insensate ordinanze, avesse pensato a fare un serio e sottolineo serio Piano Commerciale Provvisorio.  A quest’ora avremmo meno strutture sequestrate, meno disagi per i commercianti ed i cittadini e meno scempio della città. Già ma queste cose non hanno ritorni!”.

“Ed il presidente del Consiglio, Carlo Benedetti che dice? Sarà per una volta capace di criticare il suo Sindaco o è convinto che l’ordinanza è giusta? Certo se così fosse l’attuale Presidente del Consiglio sarebbe il sosia di quell’allora Consigliere Comunale di opposizione che tutti i santi giorni veniva nel mio assessorato per perorare il prolungamento delle ore di chiusura notturna. Non è che oggi, senza il “Farfarello”, la cosa non gli interessa più? Che tristezza!”.

“Certo, oggi più di ieri è chiaro a tutti che il signor sindaco ha fatto e sta facendo più danni che il terremoto. Comunque il nostro Gruppo Consiliare farà di tutto perché tale ordinanza contro i giovani, contro gli Universitari e contro i titolari di esercizi commerciali venga immediatamente ritirata”.