L’AQUILA – Nel silenzio generale ha chiuso i battenti nelle scorse settimane la sede dell’Aquila dei Monopoli di Stato che distribuiva tabacchi all’intero comprensorio.
Dopo una riorganizzazione dei magazzini da parte di Logista Italia, multinazionale che ha in appalto il servizio in tutta Italia, le sedi stanno passando dalle attuali 600 a circa 150, quasi una per provincia, e in quella dell’Aquila è stata individuata come sede la città di Avezzano.
La chiusura, che non è stata comunicata neppure dal gestore del magazzino dell’Aquila, facendo così ritrovare centinaia di rivenditori da un giorno all’altro senza fornitore, è stata rivelata dal Messaggero.
La provincia dell’Aquila, in base alla riorganizzazione in atto finalizzata alla riduzione dei magazzini, passerà dalle tre sedi di L’Aquila, Sulmona ed Avezzano, ad una sola.
Oltre alle difficoltà per i commercianti, che a sorpresa hanno appreso della chiusura, la decisione di Logista Italia ha costretto gli otto addetti del magazzino aquilano, insieme al gestore, a trasferirsi al Nord, dove gli è stata assegnata una nuova sede.
Sull’argomento è intervenuta l’onorevole PD, Stefania Pezzopane, che ha inviato una lettera al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, nella quale si legge: “Ci chiediamo se il ministro dell’Economia non ritenga ingiusto e in controtendenza declassare l’ufficio de L’Aquila, in particolare in ragione della faticosa ricostruzione post sisma, nell’ambito della quale garantire servizi e assumere anche funzioni dirigenziali e decisionali nelle zone interne significa operare per il riequilibrio socio-economico nei confronti delle zone costiere, anche al fine di evitare spopolamento e disagio sociale. A seguito di questo silenzio e della inerzia, sta andando avanti una nuova organizzazione molto penalizzante. È necessaria una vera mobilitazione”.
“La chiusura della sede aquilana dei Monopoli di Stato, che distribuiva tabacchi all’intero comprensorio, rappresenta l’ennesima spoliazione a danno della città dell’Aquila e dei suoi cittadini. Un declassamento inaccettabile e preoccupante in ragione del faticoso lavoro di ricostruzione post terremoto che si sta portando avanti. Una decisione altresì penalizzante per i rivenditori, rimasti senza fornitore, e per gli otto dipendenti aquilani costretti a trasferirsi in altre sedi. Bisogna reagire al sistematico tentativo di depauperare il tessuto socio economico del Capoluogo di Regione. Si rende pertanto necessaria e urgente una mobilitazione generale”, ha commentato il presidente del Consiglio comunale del capoluogo, Roberto Tinari.






