L’AQUILA – “Le macerie dell’Aquila sono le macerie dell’Italia”: con queste parole, amplificate dalle casse sul palco allestito in piazza Duomo, sono stati accolti gruppi e cortei giunti ieri da tutta la penisola nel capoluogo abruzzese per partecipare alla mobilitazione nazionale “Sos L’Aquila chiama Italia”.
Il corteo, affollatissimo nonostante una fitta pioggia, ha lanciato la raccolta delle firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulla ricostruzione e sulle emergenze in genere, lanciata dai comitati di cittadini aquilani.
E un primo traguardo sembrerebbe raggiunto: secondo una prima stima, tra ieri e oggi sono già 10 mila le firme raccolte.
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PRESIDIO PIAZZA DUOMO: ”GIA’ RACCOLTE 10 MILA FIRME”
L’AQUILA – “Sono soddisfatto perché ci sono state quasi 10 mila firme già raccolte a sostegno della proposta di legge d’iniziativa popolare sulla ricostruzione, 500 solo questa mattina”.
Lo afferma Luigi Fabiani, componente del presidio permanente di piazza Duomo, il gruppo di cittadini che ha organizzato la manifestazione “Sos L’Aquila chiama Italia”.
I conti precisi delle firme già raccolte in realtà sono ancora in corso, ma con un calcolo rapido, “avevamo mille moduli, ognuno da 19 firme. Quasi la metà di questi è andato via, quindi mi sembra che ci siamo”, spiega.
Quanto al corteo di ieri, Fabiani sprizza felicità. “Chiedete all’oste se il vino è buono?”, dice con una battuta.
“Siamo molto soddisfatti per due motivi – elenca – perché di gente ce n’è stata tanta, nonostante la pioggia, e perché non è successo niente, come dicevano gli uccelli del malaugurio. Inoltre, per una questione mia personale, sono soddisfatto perché Giorgio De Matteis mi aveva chiamato in causa personalmente, ‘Caro Luigi, state sbagliando tutto’, e oggi la mia risposta è: lo dica a ventimila persone”.
Tra le altre soddisfazioni, “il fatto che Enzo Lombardi stesse ad autenticare le firme: io – prosegue – ho firmato al suo tavolo e gli ho stretto la mano, è una persona che ha un diverso senso di civiltà. Poi magari può avere critiche relativamente all’organizzazione, ma è uno che si mette in gioco, va bene così”.
Sulle tante firme raccolte, non ha pesato, insomma, lo scetticismo di Michele Santoro, che in tv aveva ironicamente commentato: “Leggi popolari da firmare? In Parlamento ci sono ancora ferme quelle di Beppe Grillo!”.
“Santoro – afferma Fabiani – non ha capito che le leggi di Grillo sono leggi politiche, per questo giacciono lì: nessuno degli altri partiti, tutti accusati da Grillo, è disposto a mettersi in moto. La nostra è, invece, una legge per i cittadini dell’Aquila”.
Quanto alla partecipazione di politici esclusivamente di centrosinistra, Fabiani senza volerlo cita Giovanni Lolli, dicendo “la colpa è di chi non c’era, non di chi c’era. Fosse venuto Francesco Storace – afferma – che per primo, e in tempi non sospetti, affermò la necessità di una legge, non avrebbe avuto nessun problema a starci. Il commissario Gianni Chiodi? Non sarebbe mai venuto, ma lui non viene mai”.
Soddisfazione anche per Sara Vegni, del comitato 3e32. “Il giorno dopo si è continuato a raccogliere tantissime altre firme, c’era molta gente. Siamo tutti molto contenti perché è stata una bella giornata, anche se il clima è stato impietoso, ma su quello non potevamo farci proprio nulla”.
Infine, il presidio ha precisato gli orari in cui è possibile andare a firmare la proposta di legge: al tendone di piazza Duomo, dal lunedì al venerdì dalle 16 alle 20; il sabato e la domenica dalle 10 alle 20. Negli uffici del Comune a Villa Gioia, invece, si può andare a firmare tutti i giorni.
IL CORTEO DI IERI
Obiettivo dell’evento, non far spegnere i riflettori sulla ricostruzione post-terremoto e sulla situazione economica sempre più critica nelle aree colpite dal sisma del 6 aprile 2009, oltre che avviare l’iter a sostegno di una legge popolare di solidarietà nazionale dopo le catastrofi.
Tante le adesioni al corteo che, partito da piazza d’Armi, sito che ospitò una delle tendopoli più grandi nei primi mesi dell’emergenza, ha attraversato il centro storico.
Nonostante la pioggia battente e la temperatura rigida, in tredicimila (in base a dati ufficiali della Questura, circa il doppio secondo gli organizzatori) sono arrivati nella centrale piazza Duomo.
Decine i pullman arrivati da fuori regione. Erano presenti delegazioni giunte da Terzigno e Boscoreale (Napoli), studenti, lavoratori precari e gruppi sindacali.
Gli organizzatori hanno preparato una lavatrice gigante di cartone con panni appesi e uno striscione con l’appello “basta speculare sui nostri panni”.
Accanto, uno dei due presìdi per la raccolta di firme a sostegno della legge popolare: migliaia i cittadini che hanno sottoscritto il testo messo a punto dai comitati.
Tanti i politici di buona parte dei partiti di opposizione: Partito democratico, Radicali, Sinistra ecologia libertà, Rifondazione comunista, Sinistra critica, Partito socialista italiano, Comunisti italiani e Italia dei valori.
Una presenza compatta solo del centrosinistra, tanto che il coordinatore regionale del Popolo della libertà, Filippo Piccone, ha lanciato strali contro una manifestazione a suo dire “troppo politicizzata”.
In corteo anche il leader Idv, Antonio Di Pietro, il vice segretario Pd, Enrico Letta, il segretario Prc e Federazione della sinistra, Paolo Ferrero, il leader radicale Marco Pannella.
Quest’ultimo, giunto in piazza Duomo, ha “dovuto” sospendere lo sciopero della fame dopo che la titolare dello storico bar Nurzia gli ha offerto un cappuccino con torrone.
Sotto la pioggia incessante, il neroverde di uno striscione con la scritta “Macerie di democrazia-L’Aquila chiama Italia”, il nero di un altro in ricordo delle 308 vittime del sisma.
Dal ponte Belvedere, al passaggio dei manifestanti, è stato srotolato un grande lenzuolo con l’esortazione “Riprendiamoci le città”.
Il ‘popolo delle carriole’ e i comitati spontanei hanno gridato “oggi non siamo soli”, accompagnati dal ritmo delle bande di strada.
Il corteo si è spezzato in più parti, qualche gruppetto ha attraversato anche i vicoli inagibili, ma non ci sono stati incidenti.
PROSEGUE LA RACCOLTA DELLE FIRME
L’AQUILA – Prosegue dopo la manifestazione di ieri la raccolta delle firme per la presentazione della legge di iniziativa popolare.
Stamattina centinaia di cittadini si sono presentati, mettendosi in fila, per depositare la loro firma nel tendone del presidio di Piazza Duomo, aperto tutta oggi.
Da domani proseguirà la raccolta secondo luoghi e modalità spiegate dal presidio.
Nel corso dell’intera settimana, tutti i pomeriggi, a partire dalle 17.30 nel tendone di Piazza Duomo.
Domani, lunedì 22 novembre, durante la riunione del Consiglio comunale a palazzo dell’Emiciclo a partire dalle ore 16, i consiglieri saranno a disposizione per la raccolta e l’autenticazione delle firme.
Da sabato prossimo 27 novembre, un banchetto sarà allestito presso Murata Gigotti a Coppito.
Alcuni Comuni del “cratere” sismico si stanno anche loro attrezzando: già da domani sarà possibile andare a depositare la propria firma.
Alcuni studi notarili stanno infine dando la disponibilità per la raccolta, i nomi saranno resi noti al più presto.
Anche in altre città d’Italia è partita la raccolte firme: i primi a mettersi in moto sono stati ieri i cittadini di Trento, che hanno raccolto in mattinata circa 150 firme.
Tutto coloro che intendo contribuire alla raccolta, sia in città, sia nei comuni, fuori “cratere” così come in altre città italiane, possono prendere contatti con il comitato promotore all’indirizzo di posta elettronica [email protected]: saranno date tutte le informazioni del caso.
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