L’AQUILA – “Il centro commerciale non è solo un posto asettico fatto di luci artificiali e di odori estranei e sempre uguali, alla fine in una realtà piccola come quella aquilana può diventare anche la tua seconda famiglia”.
Gabriella Bozza è una commerciante aquilana che non molla, nonostante la crisi e le difficoltà legate al post-terremoto del 6 aprile 2009 e al momento economico complessivo difficile va avanti, con la sua attività, dentro la galleria commerciale Amiternum, all’Aquila.
“Vendo bigiotteria, piccola pelletteria e capi di abbigliamento femminile di tendenza – racconta Gabriella ad AbruzzoWeb – . Mi piace uscire fuori dagli schemi, cerco di dare alle mie clienti un servizio a 360 gradi, la chicca di tendenza, tanto colore, un caffè insieme al bar, una sigaretta, una confidenza, due chiacchiere liete”.
“Mi trovo benissimo qui dentro – aggiunge – è un posto ormai a me molto familiare, ho inaugurato nel 2014, piena di speranze e sapendo benissimo che sarebbe stata una corsa difficile, in salita, tra la concorrenza e un momento sicuramente non florido. Non vendo beni di prima necessità, ne sono consapevole, so benissimo che sono le prime spese a subire tagli quelle del mio settore, ma non demordo, sono certa che il vento cambierà”.
Ma l’esercente rimarca anche di avere anche sostegno, “non sono sola, qui ho trovato tanto calore umano, divido gli spazi con la tabaccheria del centro commerciale, sono persone splendide, ci aiutiamo, ci diamo una mano, dividiamo le preoccupazioni di tutti i giorni, le speranze, i sogni e soprattutto le difficoltà”.
Prima di approdare dentro l’Amiternum, Gabriella aveva un’attività simile dentro il centro commerciale Globo, sempre all’Aquila, e oggi non può che notare la differenza umana tra le due location: “Quello era un vero centro commerciale, ritmi di lavoro pesanti, 7 giorni su 7, 12 ore al giorno, mancava in ogni caso, il contatto umano e reale, i costi erano molto alti, si respirava un altro clima!”.
“Non ho fatto sempre questo – continua a raccontare Gabriella che di lavori, ne ha fatti davvero tanti nonostante sia ancora una donna giovane – prima di approdare nel campo della moda, la mia vera passione, mi sono occupata per tantissimi anni di un qualcosa che forse poco ha a che fare con il mondo femminile, ma le sfide sono il mio pane quotidiano, il sale della vita”.
Infatti prima ha gestito un grosso centro di distribuzione di materiale informatico e per stampanti; “Ho aperto nel 1999, in pieno periodo pre euro, c’erano i soldi, tutta un’altra aria, difatti, in pochissimo tempo, dalla piccola realtà provinciale sono uscita, affermandomi in tutta Italia con circa 60 distributori sparsi da Nord a Sud”.
Il terremoto, come per tutti gli altri commercianti aquilani, è stato la sua battuta d’arresto e difatti come racconta; “aprile 2009 è il mio spartiacque, tra la vita precedente e quella attuale, fu una grandissima mazzata sia psicologica che materiale, ho chiuso la mia attività e mi sono fermata un attimo, facendomi ogni giorno la stessa domanda: Gabriella è questo quello che vuoi dalla tua vita?”.
“No – continua a raccontare – non era quella la vita che volevo per me, tra carta per stampanti e toner, la voglia di fare qualcosa nel campo a me affine era diventato un bisogno impellente, era più di una vocina del fantomatico amico immaginario, era qualcosa che sentivo dentro, ed eccomi qui!”.
“A oggi posso dire – conclude Gabriella serbando tante speranze per il futuro – di essere soddisfatta nonostante la strada in salita, ma sono sicura che non può che andare sempre meglio; la mia vita è piena di buoni sentimenti, dai colleghi commercianti della galleria, passando per il mio compagno, Massimo, un uomo intraprendente e ambizioso, ormai naturalizzato aquilano con cui il confronto oltre che positivo è costante”.
“E poi la mia famiglia, pilastro e supporto fondamentale per la mia crescita anche professionale e i miei nipoti, 2, di cui uno nato nei giorni scorsi che mi fanno cimentare nella meravigliosa avventura che è la vita di una zia che li ama profondamente”.





