L’AQUILA – “Poche certezze e ancora tanti dubbi compongono il quadro che emerge dalla commissione di garanzia e controllo svolta questa mattina per discutere due temi importanti, l’uno su richiesta del consigliere Paolo Romano relativo a tempi e procedure di ricostruzione del ponte Belvedere, l’altro proposto insieme al presidente Stefano Palumbo riguardante la spada di Damocle dell’intervento sostitutivo deciso ed effettuato – nonostante le forti perplessità dell’opposizione – dalla Giunta Biondi nel 2018 sui trasferimenti regionali legati al fondo del trasporto pubblico locale”.

È quanto si legge in una nota a firma dei consiglieri di centrosinistra al Comune dell’Aquila, componenti della V commissione, Stefano Palumbo, Paolo Romano, Enrico Verini, Elia Serpetti, Lorenzo Rotellini.

“Per Ama SpA si tratta di 916.000 euro che il Comune ha anticipato alla stessa società in attesa che il decreto ingiuntivo fatto da AMA nei riguardi della Regione Abruzzo potesse dar ragione su quello che si pensava un errore di taglio fondi: ebbene così non è andata e Ama è risultata soccombente – osservano –
Sarà adesso necessario aggiornare la discussione allargando la partecipazione agli organi politici con la speranza di chiarire chi tra Ama e Comune si farà carico di un debito di 916.000 euro e, nel caso in cui si voglia evitare di compromettere definitivamente il precario equilibrio finanziario della società partecipata comunale, con quale strumento amministrativo giustificare l’ulteriore trasferimento dopo quello effettuato, appena 3 anni fa, per la ricapitalizzazione societaria. Una preoccupazione, la nostra, che è stata condivisa anche dal collegio sindacale di Ama”.

“Per quanto riguarda il ponte Belvedere, invece, ci sarà un attento monitoraggio da parte della Commissione di Vigilanza e Controllo per dare trasparenza di tempi e certezza di procedure alla sua ricostruzione, abbandonando la politica degli annunci rivelatasi imbarazzante. Almeno due sono le domande che rimangono sul tavolo di discussione della Commissione: l’eventuale sostituzione del Rup che non risulta più dipendente comunale e il motivo dell’eccessiva dilatazione dei tempi, considerato che in più occasioni il vice sindaco ebbe a dire che il progetto esecutivo di ricostruzione si sarebbe redatto durante le fasi di demolizione del ponte. Di fatto oggi abbiamo appreso che i lavori del ponte dovrebbero concludersi, salvo ulteriori imprevisti, entro l’estate del 2023, con ben un anno di ritardo dai tempi più volte annunciati”, concludono.