L’AQUILA – “Esempio di politica spettacolo che ha inaugurato Silvio Berlusconi”, “un triste spaccato di questa maggioranza di centrodestra”. “Una telenovela dove tutti gli attori coinvolti sono vittime e carnefici” .
Tra i consiglieri di opposizione del centrosinistra al Comune dell’Aquila Stefano Palumbo, Giustino Masciocco, Angelo Mancini, Lelio De Santis ed Elisabetta Vicini, il giudizio è unanime e impietoso, sulle due conferenze stampa-fiume dell’ex assessore alla Cultura e al Turismo, Sabrina Di Cosimo, defenestrata il 13 febbraio scorso dal sindaco Pierluigi Biondi “per comportamenti poco consoni”.
E che dopo quattro mesi si è vendicata lanciando accuse politiche e personali anche pesanti, nei confronti del sindaco, dei collaboratori stretti e buona parte della maggioranza.
Insomma, per loro non rappresenta chissà quale rivelazione, quella di Di Cosimo, sul fatto che dentro al Comune dell’Aquila regna “un clima costantemente teso”, caratterizzato da “ingiustizie, gelosie, invidie e bugie”, con un sindaco “che muove tutto”, “tradimenti politici”, “le tante umiliazioni”. E ancora “accordi per poltrone, poi non rispettati”,“la paura che tutto venisse raccontato alla città” e la richiesta “del silenzio”.
Il solo consigliere De Santis, dell’Italia dei valori, attribuisce un peso anche politico, soprattutto su quanto affermato da Di Cosimo sulla “inusuale assegnazione dei fondi Restart, dedicati alle associazioni e al mondo della Cultura, all’Ance dell’Aquila, a cui sono stati riconosciuti finanziamenti per quasi 32.000 euro e all’Ordine degli Architetti, per 22.000 euro”.
Altre affermazioni controverse di Di Cosimo, va ricordato, riguardano il ruolo di Alessia Di Giovacchino, stretta collaboratrice del sindaco, dipendente di Abruzzo Engineering distaccata in Comune, e che per Di Cosimo “è impiegata al gabinetto del sindaco con altre mansioni rispetto alla convenzione, stipulata tra Biondi e l’amministratore delegato di Abruzzo Engineering, che obbliga l’amministrazione a far svolgere al personale mansioni legate esclusivamente al settore della Ricostruzione”.
Passando dunque in rassegna le dchiarazioni delgi esponenti del centrosinistra, per Masciocco, di Articolo 1, “quanto emerge da quelle conferenze stampa sono solo problemi interni alla maggioranza. E’ stato un siparietto che non mi appartiene, che non appartiene alla città. E oserei dire che questa città non merita. I problemi purtroppo sono ben più gravi, e riguardano la città, abbandonata a se stessa in questi primi due anni di amministrazione Biondi”.
Poco interessato alla polemica innescata, anche Palumbo del Partito democratico, “Che posso dire… una telenovelas che non fa onore alla politica, quella con la P maiuscola. Tutti i attori coinvolti sono vittime e carnefici, ne’ vincitori ne’ vinti, non ne escono bene”.
Angelo Mancini, di L’Aquila Sviluppo Lavoro, che nell’assise comunale c’è da anni, si permette di dare un paterno, e anche un pò ironico consiglio “all’ingenua” Di Cosimo”.
“Probabilmente non conosceva i meccanismi della politica, e non aveva forse capito con chi aveva a che fare. Si è fidata di chi gli ha assegnato l’incarico in giunta, per poi defenestrarla. Quando non si ubbidisce agli ordini di chi ti dà la delega, può accadere. Per il resto, tutta questa polemica altro non è che politica spettacolo, che voglio ricordare ha introdotto in Italia Silvio Berlusconi”.
Vicini, dei Democratici socialisti, si dice infastidita dalle molte accuse che hanno riguardato la sfera personale e familiare di più di un esponente politico.
“Le questioni che sono state sollevate e più o meno personali o di attriti tra persone non mi interessano, e francamente credo che non interessino nessuno. Resta un dato politico: ne esce uno scenario desolante, di una maggioranza completamente scollata, in continua lite intorno ai ruoli di potere, e che non si cura del bene comune”.
che prima di ogni cosa osserva che “Di Infine De Santis, che osserva che Di Cosimo ”quello che aveva da dire, poteva dirlo un minuto dopo il suo defenestramento”.
Osserva poi che “il sindaco resta in silenzio evidentemente ritiene che non meritano risposta le accuse ricevute. De resto è stato teatrino che sa tanto di ripicche personali. Però in esso ci sono anche alcuni aspetti che meritano un chiarimento, e mi riferisco ad esempio alle affermazioni di Di Cosimo, sulla gestione dei fondi Restart, per il decennale del sisma”.





