L’AQUILA – La convocazione da parte del presidente della Regione, Gianni Chiodi, di un tavolo con il direttore generale della Asl, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente e il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, per affrontare l’emergenza venutasi a creare dopo il sequestro e lo sgombero del Centro psichiatrico diurno che si trova a Collemaggio.
È la richiesta formulata questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo, dal segretario provinciale di Prc L’Aquila Francesco Marola e da Alessandro Sirolli, presidente dell’associazione 180 amici.
Un incontro necessario per “trovare soluzioni condivise in linea con la legislazione (progetto obiettivo nazionale salute mentale) e le raccomandazioni dell’Oms e della conferenza europea sulla salute mentale”, spiega Acerbo.
“Dopo le inadempienze che hanno portato al secondo intervento della commissione parlamentare e dei Nas – afferma – che ha decretato la chiusura del centro diurno psichiatrico collocato dal 4 novembre 2009 in container, il manager Silveri ha pensato di correre ai ripari ‘ordinando’ il trasferimento del centro diurno in una palazzina già in affitto da tempo, ubicata nella frazione di Bagno, lontana da qualsiasi contesto sociale e urbanizzato, che comporterebbe gravi difficoltà di mobilità in autonomia per gli utenti del centro diurno psichiatrico”.
Una soluzione “ghettizzante”, come denunciato dall’associazione 180 amici che “di fatto riproduce l’isolamento tipico di una struttura manicomiale. Inoltre, considerato che la provvisorietà dei container è perdurata dal 4 novembre ad oggi, si può dedurre la pericolosità di questa cosiddetta ‘sistemazione provvisoria’”.
“Del resto – aggiunge il consigliere regionale – è da rilevare anche la gravità della condizione dei centri di salute mentale e dei centri diurni del resto della provincia. Su questo aspettiamo gli esisti dell’audit civico condotto dal tribunale del Malato, Cittadinanza attiva e Agenzia sanitaria regionale”.
Per Acerbo “il manager Silveri continua sulla linea di negligenza che ha portato alla clamorosa situazione attuale. Nella vicenda probabilmente non è estranea la volontà di svendere il complesso di Collemaggio per fare cassa nel ripianamento del debito sanitario regionale. Ricordiamo che le locazioni o la eventuale alienazione degli stabili degli ex ospedali psichiatrici costituiscono prioritariamente risorsa finanziaria per i servizi territoriali di salute mentale secondo la legislazione vigente”.
“Il manager – conclude – sostiene che non esistano altre soluzioni: non è possibile fare tali dichiarazioni visti i mesi trascorsi nell’inadempienza. Vista l’imminenza della scadenza del mandato e del rinnovo delle nomine dei dirigenti da parte della Giunta regionale e visti i trascorsi, ci auguriamo che Silveri non venga confermato direttore della Asl”.



