L’AQUILA – Un centro polivalente alle porte dell’Aquila costato 1 milione di euro, inaugurato nel 2012 ma ancora inutilizzato, che potrebbe già ospitare ragazzi autistici e le loro famiglie per un innovativo progetto di inclusione sociale, proposto da ben due anni dall’Associazione Autismo Abruzzo Onlus.

È il caso emblematico, ma non l’unico, del centro polivalente di Roio Piano, frazione del capoluogo duramente colpita dal sisma del 6 aprile del 2009, realizzato dalla Caritas con i fondi delle donazioni post-sismiche.

I lavori erano partiti a settembre 2011, su un terreno privato acquistato dalla Caritas.

Il centro è stato inaugurato nell’ottobre 2012 e dispone di un ampio salone, 6 mini appartamenti con cucina indipendente e già perfettamente arredati, per un totale di 20 posti letto.

Si era detto per dare un ricovero agli indigenti nel post-terremoto.

Gli abitanti di Roio, come già raccontato da AbruzzoWeb, avevano chiesto invano alla Caritas di intervenire con quei fondi su una Casa dello Studente lasciata a metà da una decina d’anni causa mancanza fondi.

Ma la nuova struttura è oggi ancora chiusa e “annovera”, tra l’altro, dei ritardi nell’allaccio delle utenze e relative certificazioni.

E dopo 3 anni dalla sua inaugurazione, manca un ultimo decisivo passaggio, quello dell’accatastamento e della definitiva dichiarazione di agibilità che impedisce il passaggio di consegne tra Caritas e Comune, come avvenuto con altre struttura a seguito della delibera di Giunta 567 del dicembre 2014.

In essa si legge che la Caritas, ovvero il donatore del vicino centro polivalente di Roio Poggio e di un’altra frazione aquilana, Bazzano, “è sollevato da qualsiasi onere relativo alla gestione delle strutture”, restando a carico del Comune “tutti i costi di utenze manutenzione, “e anche per le opere di urbanizzazione primaria di accessibilità al lotto, spazi di sosta, pubblica illuminazione, spazi verdi, allacci ai servizi di rete”.

Questo passaggio non è ancora possibile per il centro di Roio Piano, perché è un bene che dal punto di vista burocratico non esiste.

E resta così senza risposta la manifestazioni d’interesse forte e credibile dell’Associazione Autismo Abruzzo onlus, che viene illustrata a questo giornale dal suo presidente, Dario Verzulli.

“Questa struttura – spiega – si presterebbe alla perfezione per la realizzazione del progetto ‘Weekend respiro’ per persone con autismo come mia figlia, e per le relative famiglie, contando sulle competenze ed esperienze del centro per l’autismo di Collemaggio ‘La Casa di Michele’ e il Centro di riferimento regionale per l’Autismo, il Craa. Sarebbe un primo punto di riferimento per le famiglie abruzzesi che, in caso di necessità e di urgenze, non hanno alcun riferimento in tutta la regione”.

Verzulli rivela che “oltre un anno fa è stato effettuato un sopralluogo nel centro polivalente con l’assessore comunale alle Politiche sociali Emanuela Di Giovambattista, spiegando anche che la Asl si sarebbe fatta carico dei costi di gestione relativi al nostro progetto”.

Ma, ironia della sorte, una struttura che potrebbe essere utilizzata anche domani mattina per un’ottima causa, resta vuota per i soliti ritardi e complicanze degli iter burocratici.

“Il mio appello e quello dei genitori dell’associazione – conclude Verzulli – è che il Comune faccia tutto quello che è nelle sue possibilità per sollecitare i tecnici Caritas a consegnare tutta la documentazione mancante per l’accatastamento. E che i suoi addetti a chiudere la pratica in tempi strettissimi”.