L’AQUILA – Clima acceso in Consiglio comunale riunito in queste ore per discutere la questione del tanto contestato impianto a biomasse che dovrebbe sorgere nelle vicinanze di Monticchio, nel nucleo industriale di Bazzano-Paganica, a cui comitati e abitanti si oppongono da tempo.
Presenti in Consiglio, anche i comitati “Salviamo Paganica” e “No biomasse”, che, fermi nella loro posizione di opposizione al progetto, pretendono che venga messa ai voti questa sera stessa la questione della centrale, rispetto alla richiesta, avanzata durante la riunione, di una delibera di sospensione dell’iter progettuale.
Intervenuta in Consiglio anche la ditta milanese Ma&d, proprietaria della struttura, quest’ultima invitata ad approfondire vantaggi economici, utilità produttiva ed eco-compatibilità del programma agro energetico della centrale.
Il comitato che si oppone ha insistito sulla sottovalutazione dei rischi per la salute delle persone e per l’ambiente connessi all’impianto e su presunte irregolarità procedurali nella gestione del progetto.
Solo insistendo su qualche cavillo nell’iter burocratico si potrebbe infatti tentare un ricorso al Tar, unica soluzione possibile al blocco del progetto emersa nel corso della riunione di venerdì scorso presso la sede della circoscrizione di Paganica, che doveva essere una sorta di nuova “conferenza di servizi” con la partecipazione degli stessi enti che il 30 agosto hanno approvato il progetto.
Proprio durante l’incontro, l’assessore comunale all’Ambiente, Alfredo Moroni, aveva delineato l’esistenza di una serie di punti deboli nell’iter delle autorizzazioni che potrebbero essere utilizzati per un ricorso: nell’autorizzazione che emessa dall’ente regionale, per esempio, verrebbe dichiarato che la Regione “prende atto” dell’accordo di filiera per l’approvvigionamento delle biomasse, ma non “verifica”. Su questo punto, dunque, si potrebbe far leva per un ricorso. (e.m.)





