L’AQUILA – È sempre forte il vento della protesta delle comunità locali, comitati ed associazioni contrari alla realizzazione di una centrale a biomasse nel territorio del nucleo industriale di Bazzano, frazione distante qualche chilometro dall’Aquila.
Questa sera, nel centro civico di Paganica, popolosa frazione tra situata tra il nucleo industriale ed il capoluogo, nel corso di un acceso dibattito pubblico si è tornati sull’argomento: alla protesta dei cittadini si è unita anche quella di alcuni comuni dell’hinterland, come Fossa, Ocre e Barisciano. Rappresentanti di diverse municipalità, infatti, erano presenti all’incontro.
Anche il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente è stato invitato e durante il suo intervento ha ammesso che “forse la Conferenza dei servizi che ha approvato il progetto della centrale a biomasse non ha valutato tutti gli aspetti. Forse è sfuggito qualcosa”.
Cialente, al contempo, ha proposto la convocazione “di una nuova conferenza dei servizi, da svolgersi proprio a Paganica” con la partecipazioni di comitati ed associazioni che si oppongono alla realizzazione dell’impianto.
Impianto che entrerà in funzione entro il 2012: solo qualche giorno fa, infatti, è stato approvato il protocollo d’intesa per l’approvvigionamento della centrale, stimato in circa 60.000 tonnellate di biomassa vergine all’anno.
Presente anche un medico radiologo, Silvano Celli, secondo cui “recenti studi hanno dimostrato la dannosità di certe combustioni che producono l’emissione di diossina nell’atmosfera. In un territorio nel quale insistono già molte aziende e fabbriche, e i livelli di inquinamento non sono certo bassi, costruire la centrale a biomasse non è una scelta indicata”.
Per il parlamentare Pd Giovanni Lolli, infine, “certi impianti e certe strutture possono essere pensate e costruite solo se c’è un percorso di condivisione con le comunità locali”. (e.m.)





