L’AQUILA – Il capoluogo si appresta a concludere, a cento anni dalla nascita, le manifestazioni in ricordo di Nino Carloni (nella foto), una delle figure più prestigiose della storia della città dell’Aquila, costruttore di idee e di utopie a cui seppe dare concretezza.
Nino Carloni servì la musica per oltre mezzo secolo, in un rapporto che fu scandito anche da scelte coraggiose. Si inaugura la Società aquilana dei concerti il 7 novembre 1946. L’inizio di una lunga storia, poiché alla prima creatura, la “Barattelli”, presto seguirono istituzioni che producevano musica: i Solisti Aquilani, l’Istituzione sinfonica abruzzese, l’Ensemble Barattelli, divenuto poi Officina Musicale, il conservatorio “A.Casella”e il Centro Studi Musicali.
Molte le iniziative messe in campo per questo centenario della nascita del padre fondatore della musica aquilana, dai concerti ai convegni a una mostra documentaria che sarà inaugurata domani, giovedì 30 settembre, alle 17 presso la sede del conservatorio.
La mostra ripercorre dal primo novecento la storia culturale della città dell’Aquila, con una sezione finale dedicata alla città ferita dal tragico sisma del 6 aprile 2009. Un viaggio, dunque, tra memorie preziose e volontà di rinascita.
La figura di Carloni è presentata nella sua dimensione privata e professionale e, soprattutto, nell’impegno poderoso di costruttore d’un edificio culturale e artistico le cui dimensioni sembrano tuttora utopistiche.
Il materiale esposto (foto intercalate da documenti d’archivio, lettere, tabelle) racconta per immagini, in poco più di 500 “tessere” strutturate in 30 pannelli, la rinascita dell’Aquila all’indomani della Seconda guerra mondiale e l’affermazione, tanto fulminea quanto estesa, della Società dei concerti.





