L’AQUILA  – “Se assoggettiamo il confronto ai luoghi comuni, ai numeri e caso, a immagini strappalacrime delle saracinesche chiuse siamo fuori dal mondo, perché il mondo è cambiato. La crisi del commercio e le residenze nei centri storici riguardano tutti i territori e tutte le amministrazioni pubbliche. Andate a vedere i dati di Firenze e Perugia”.

È partito subito alla carica il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, di Fdi, nella conferenza stampa di oggi in replica agli attacchi del centrosinistra sulla desertificazione del centro storico, con negozi che chiudono e pochi residenti a 16 anni dal sisma, mentre nelle periferie proliferano i centri commerciali (Qui il link). Al suo fianco Leonardo Scimia per  Fdi, Luigi Faccia e Laura Cococcetta, per L’Aquila protagonista,  Gianluca Marinelli per la Lega, Fabio Frullo per l’Udc. In conferenza stampa è stato annunciato l’invio di un dettagliato dossier nelle prossime ore.

Ha aggiunto il capogruppo Fdi Scimia: “Nel confronto rispetto ai dati ufficiali abbiamo preso atto che le opposizioni hanno detto tante bugie, parlare di una città che è in calo demografico è falso, parlare di un centro storico che ha meno abitanti rispetto a prima è falso. Non sono questi i dati, dove li hanno presi? Ieri hanno provato a spiegarli ma con scarsi risultati, dovessero avere qualcosa di più concreto, saremmo contenti anche di vederli questi numeri. Una cosa è certa, d’ora in avanti, come amministrazione, risponderemo sempre con i numeri certificati e certi”.

Ha poi detto il sindaco, per quello che riguarda i residenti: “anche a Pescara c’è flessione, solo all’Aquila e Montesilvano crescono per residenze, seppur di poco. E basta con i numeri a caso, prima del terremoto i residenti del centro storico non erano 17.000 ma 9.000, forse con ‘prima del terremoto’ intendevano il 1921”.

Tornando al commercio: “Firenze, amministrata dal dopoguerra dalla sinistra, negli ultimi 20 anni ha perso 30mila residenti, da 100mila a 70mila, mille residenti a semestre, e c’è un bar e un ristorante ogni 30 abitanti. Andate a vedere i dati di Perugia, modello di accessibilità in centro storico, sulla crisi delle attività commerciali” .

Ha poi ricordato che il nuovo punto vendita Tigre lungo la statale 80 creerà 200 posti di lavoro e ha sottolineato: “non c’è un nesso tra l’apertura dei centri commerciali di media vendita nelle periferie con la crisi del commercio del centro storico. Simona Giannangeli ha detto che i privati trovano qui autostrade, bene, ci ha fatto un complimento, per noi è un  vanto. L’opposizione ha parlato di multinazionali che devastano la città, tornando al frasario degli anni ’70. Ma quali multinazionali… i proprietari di Tigre e Oasi sono di Ascoli Piceno, la Despar è di una famiglia di San Demetrio, sono multinazionali Coop e Conad?”.