L’AQUILA – “La raccolta differenziata all’Aquila ha superato i livelli del pre-sisma”. L’annuncio è stato fatto lo scorso 21 agosto dal sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e dall’assessore all’Ambiente, Alfredo Moroni, svelando una quota raggiunta del 20 per cento contro il 16 prima della sciagura.
Nonostante le difficoltà abitative e i pensieri occupati dalla paura di nuove scosse, insomma, gli aquilani hanno imparato a differenziare i rifiuti. Ma che succede quando i rifiuti differenziati non vengono raccolti? Succede che nascono vere e proprie discariche vicino ai cassonetti di raccolta. Discariche differenziate, ovviamente.
Nel sito dell’azienda comunale che se ne occupa, l’Asm (Azienda servizi municipalizzati), da tempo è stato annunciato il ritorno della differenziata “porta a porta”, introdotta pochi mesi prima del sisma e poi frettolosamente accantonata per via dell’emergenza.
Si specifica anche che il servizio riparte da C.a.s.e. e Map, per poi estendersi agli altri quartieri e centri abitati, ma l’arco temporale coperto da quel “poi” comincia a destare preoccupazione. Insomma, eslcusi gli alloggi temporanei, la differenziata all’Aquila funziona o no? C’è da dubitarne.
Le foto di AbruzzoWeb mostrano come esempio quanto succede in uno dei punti di raccolta nella frazione di Paganica, uno dei tanti casi.
I contenitori per carta, plastica e vetro sono pieni fino all’orlo: si vede facilmente come i rifiuti, pressati da chi li inseriva dalle aperture davanti, sono fuoriusciti da quelle di dietro, creando cumuli orribili dietro i cassonetti.
Inoltre, vicino a ciascun “buzzico” sono comparsi scatoloni e buste contenenti altro materiale differenziato: segno di buon costume, ossia che gli aquilani la differenziata la fanno, ma anche di mal costume, visto che, vedendo il cassonetto pieno, si lascia lì la roba e si considera esaurito il proprio buon comportamento civico, quando invece si dovrebbe affrontare la seccatura di riprendere l’auto e andare a cercare una campana ancora vuota.
Ammesso che ce ne siano, naturalmente. (alb.or.)



