L’AQUILA – Un caso di tubercolosi bovina è stato riscontrato in un mattatoio di una frazione del comune dell’Aquila, a seguito di alcuni controlli effettuati sulla carne.

Per questo, il sindaco ha firmato una ordinanza di polizia veterinaria. 

“Vista la denuncia di malattia infettiva dalla quale risulta che in un allevamento localizzato nel comune dell’Aquila è insorto, a seguito di riscontro al mattatoio, un focolaio di tubercolosi bovina accertata su un capo bovino – si legge nell’ordinanza, pubblicata questa mattina sulle colonne del quotidiano Il Centro – su proposta del servizio veterinario dell’Asl e allo scopo di evitare il diffondersi del contagio si ordina all’allevatore di rispettare le seguenti prescrizioni: sequestrare e mantenere tutti gli animali nel luogo infetto; divieto di qualsiasi movimento degli animali da e per l’allevamento infetto salvo i bovini destinati all’immediata macellazione previa autorizzazione del servizio veterinario; isolare gli animali ammalati o sospetti dai sani e avvisare immediatamente il servizio veterinario di eventuali casi di morte e malattia manifesta; distruggere gli animali morti secondo le indicazioni dell’Asl; impedire l’accesso al luogo infetto agli estranei e tenere lontano i cani, gatti e altri animali; eseguire pulizia e disinfezione degli ambienti, delle attrezzature e degli utensili utilizzati per il bestiame”.

“Il letame del bestiame dev’essere posto in luogo inaccessibile agli animali dell’allevamento, cosparso con un disinfettante e così raccolto e conservato per almeno cinque mesi; non asportare fuori dall’area infetta animali o cose che possano diffondere la malattia; cambiarsi d’abito, lavarsi e disinfettarsi dopo ogni contatto con gli animali; il ripopolamento dell’allevamento deve avvenire solo dopo che i bovini di età superiore alle 6 settimane rimasti abbiano presentato esito negativo a due prove diagnostiche effettuate a distanza di almeno 6 settimane”, si legge infine nel documento.