L’AQUILA – Arriva la stangata sulle casette di legno abusive all’Aquila. La Procura della Repubblica ha iscritto sei persone nel registro degli indagati e ha dato mandato alla Forestale di sequestrare cinque manufatti nella zona Ovest del capoluogo, viziati da irregolarità clamorose: per qualcuno si trattava di una “casetta per le vacanze”.

A rincarare la dose sulla lotta all’abusivismo, nel pomeriggio, la riunione convocata dal prefetto dell’Aquila, Giovanna Maria Iurato, che ha incontrato i sindaci del “cratere” per chiedere tolleranza zero contro le casette realizzate in zone a rischio esondazione: in pochi giorni i primi cittadini sono chiamati a fare una ricognizione e ordinare lo sgombero e la demolizione per i manufatti che si trovano in prossimità dei corsi dei fiumi.

IL SEQUESTRO DI CINQUE CASETTE ABUSIVE

Il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf) del Corpo forestale ha messo i sigilli ai fabbricati nelle località di San Sisto e San Giuliano.

Il provvedimento della Procura dell’Aquila, che ha aperto un’inchiesta sulla questione “casette”, ha evidenziato la totale difformità rispetto alla normativa edilizia e il mancato rispetto delle procedure stabilite dalle ordinanze emesse dopo il sisma del 6 aprile 2009.

Da quanto si apprende, per quei manufatti mancavano praticamente tutte le autorizzazioni previste dalla nota delibera 58 del Comune dell’Aquila: alcuni proprietari non erano neanche residenti nel capoluogo.

Il problema delle “casette” è uno dei più caldi del post-terremoto: ne sono spuntate a centinaia, come funghi, tanto che, secondo alcune stime, ce ne sono 4 mila in tutto il “cratere” e 2 mila nel capoluogo, metà delle quali si presume siano abusive.

L’amministrazione ha promesso più volte il pugno di ferro contro i furbi, la Procura è andata per le spicce con questi primi sequestri. (alb.or.)

GLI ABUSIVI PER ORA RESTERANNO DENTRO CASA

Da quanto si è appreso successivamente, le cinque “casette” sequestrate oggi all’Aquila dagli uomini della Forestale sono state realizzate sia in assenza di comunicazioni che in mancanza dei prerequisiti essenziali per accedere al diritto della fabbricazione dei manufatti temporanei.

Da specifici accertamenti e verifiche tecniche è emerso che quei manufatti sono stati realizzati anche in assenza di comunicazione al Genio Civile dell’Aquila a garanzia dell’idoneità strutturale.

Le indagini hanno riguardato anche la verifica dei relativi aspetti tecnici e amministrativi posseduti dai titolati dei manufatti, accertando che, in un caso, il titolare di una “villetta” era un non residente nel Comune capoluogo.

Gli uomini del Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale (Nipaf), in accordo con l’autorità giudiziaria, hanno concesso ai denunciati a piede libero il diritto d’uso degli immobili salvo diverse decisioni delle autorità competenti.

RIGA: ”SE SONO ABUSIVE E’ GIUSTO SEQUESTRARLE”

Sull’intervento operato questa mattina dagli agenti del Corpo Forestale l’assessore comunale all’Urbanistica Roberto Riga ha commentato: “Se si tratta di costruzioni abusive è giusto che si faccia”.

“Stiamo lavorando – ha aggiunto – per verificare quelle che sono totalmente abusive e non rispettano quelli che sono i paletti fissati dalla delibera 58. Anche questo vuol dire rispettare e tutelare il territorio”.

Secondo Riga, “oltre ai manufatti sorti sulla scorta della deliebra 58, che autorizzava la costruzione di casette in legno in attesa della sistemazione delle abitazioni principali, ne sono nati molti che non rispettano assolutamente alcuna regola”.

“Ricordo – ammonisce – che con la delibera era prevista la rimozione delle casette una volta che i proprietari fossero tornati nelle abitazioni principali”.

Riga ricorda infine che quella attuata questa mattina “è un’azione partita a seguito della sinergia e il coordinamento attuato tra Comune e Corpo Forestale”. (g.a.)

LA TOLLERANZA ZERO DELLA PREFETTURA

Tolleranza zero della prefettura dell’Aquila contro i manufatti provvisori realizzati in zone a rischio idrogeologico.

Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati di sei persone disposto dalla Procura dell’Aquila e il sequestro di cinque casette di legno abusive effettuato questa mattina dal Corpo forestale, anche il prefetto del capoluogo, Giovanna Maria Iurato, adotta la linea dura nei confronti dei fabbricati costruiti senza le necessarie autorizzazioni e in prossimità del fiume.

Nel corso di un incontro con i sindaci convocato questo pomeriggio dalla Iurato, il messaggio che è arrivato è chiaro: i primi cittadini che hanno sul proprio territorio comunale case piazzate in aree alluvionabili devono ordinarne l’immediato sgombero e la successiva demolizione.

Il timore espresso dal prefetto è che, con l’arrivo delle piogge, l’Aterno possa rompere gli argini come successe il 1° dicembre dell’anno scorso, quando il fiume esondò in parecchi punti del suo corso, mandando sott’acqua gran parte della provincia.

All’Aquila, addirittura, furono registrati danni ingenti e si rese necessaria l’evacuazione di circa 200 persone nelle frazioni di San Vittorino e Cansatessa.