L’AQUILA – Manufatti in legno realizzati dopo il sisma trasformati in bed and breakfast, l’inchiesta si allarga.
Come riporta il quotidiano Il Messaggero sono otto gli indagati nell’ambito dell’indagine coordinata dal Pm Roberta D’Avolio sul presunto tentativo di truffa condotto attraverso la realizzazione di quattro strutture in legno a seguito delle delibere del Consiglio comunale dell’Aquila che consentivano la realizzazione di tali fabbricati per i proprietari di case o attività produttive dichiarate inagibili a seguito del terremoto del 2009.
Con l’accusa di falso, truffa e lottizzazione abusiva sono stati denunciati Giuseppe Massari, 56 anni, ed alcuni familiari per dei manufatti costruiti nei pressi di Sassa Sacalo, frazione del capoluogo.
Nel mirino della Procura sono finiti il figlio, Luigi Massari di 29, e il padre, Luigi Massari, 84 anni, che insieme ad altre cinque persone figurano nel provvedimento di sequestro del bed and breakfast firmato dal Gip Giuseppe Romano Gargarella ed eseguito dagli agenti di polizia giudiziaria del Corpo forestale.
Si tratta di Ernestina Giansante, 89 anni, Fedrrico Cardelli, 38, Emanuele Massari, 27, Angelo Franco Corrado Sciomenta, 56 anni, tecnico progettista, e Luigi Morante di Rieti, committente dei lavori.
Morante è accusato di aver fornito una falsa dichiarazione sul manufatto, dichiarato esclusivamente per esposizione ma che successivamente è stato dato in locazione a terzi in più di un’occasione, tanto che nel corso delle indagini è emerso che le case in legno hanno ospitato operai stranieri impiegati nell’edilizia.
Nel dispositivo il Giudice per le indagini preliminari Gargarella scrive che che la lottizzazione abusiva “risulta essere composta da opere non sanabili, poichè in contrasto con le norme del Prg che non prevedono insediamenti ricettivi. Vi è concreto e fondato motivo di ritenere che la la libera disponibilità da parte degli indagati degli immobili realizzati possa aggravare o protrarre conseguenze dei reati edilizi ed ambientali contestati, consentendo l’ulteriore perseguimento di lavori e l’illegittima utilizzazione di essi”.





