L’AQUILA – Botta e risposta tra il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e Franco Marulli, segretario provinciale di Assocasa Ugl, sulla questione delle 70 famiglie che vivono negli alloggi del Fondo immobiliare in via di Sfrizzoli, nel quartiere di Pettino, e che su disposizione dell’amministrazione comunale dovranno trasferirsi nel progetto C.a.s.e..

Le critiche da parte di Assocasa riguardano le dichiarazioni del primo cittadino sulla possibilità di destinare questi alloggi agli studenti universitari: “le 70 famiglie del Fondo immobiliare – scrive Marulli – hanno avuto la certezza che l’indirizzo politico è quello di sfrattarli perché sono finiti i soldi. Ora il sindaco dichiara che questi alloggi possono essere utilizzati come posti letto per gli studenti. Quindi, ancora prima che i locatari lasciano gli alloggi, già ci sono i nuovi inquilini”.

Cialente affida la sua risposta a Facebook e sul suo profilo spiega che “il fondo deve mettere chiaramente a reddito le case. Ecco allora che si possono dare o a famiglie che vorranno pagare un affitto oppure agli studenti, che pagano gli affitti. Cioè , ripeto, gli studenti pagano loro!”.

LA NOTA DI CIALENTE

Vengo attaccato da Assocasa (Ugl) con la solita demagogia, che serve solo a far vedere che si esiste e tentare di mettere in allarme i cittadini. Situazione: nel 2010 o 2011, non ricordo con precisione, la situazione alloggiativa era drammatica, soprattutto per le cosiddette fragilità sociali (persone che non riuscivano a trovare una casa perché residenti in affitto in case classificate B o C o sfrattate), per i residenti delle case Ater di Preturo, evacuate per problemi strutturali non riconducibili al sisma. Su 70 appartamenti, solo 4 nuclei rientrano tra quelli che avevano casa E.

Mi assunsi io personalmente la responsabilità di firmare la convenzione (non lo vollero fare né Chiodi né il vicecommissario Cicchetti), e così risolvemmo una situazione drammatica. La spesa è circa 50 mila euro al mese. Pressappoco quanto ci costava l’ospitalità presso la Guardia di Finanza, ma chiaramente dando la dignità di un vero appartamento alle famiglie.

50 mila euro perché, a fronte di una cifra molto bassa di compartecipazione delle famiglie, l’affitto al fondo è pagato dal Comune.

Oggi tutte le forme di assistenza: Cas, Fitti Concordati, Fondo Immobiliare vanno ad esaurimento , cioè i soldi non ci sono. Addirittura, in questo momento le somme per le fragilità sociali sono finite non rifinanziate.
Capisco il dramma delle famiglie che devono traslocare, ma l’unica soluzione alternativa , che peraltro alcune famiglie stanno percorrendo, è quella di cominciare a pagare autonomamente l’affitto direttamente al fondo. Non abbiamo altra soluzione. Pertanto a questi cittadini, progressivamente, stiamo offrendo un alloggio nel progetto Case e Map. D’altra parte lo Stato dice: ho speso quasi un miliardo per Case e Map, non mi fate spendere altri soldi (che sono sempre quelli della “piletta” della ricostruzione).

I cittadini a questo punto chiedono di poter portarsi dietro i mobili. Stiamo vedendo come fare a spostare i mobili dei Map e Case, senza che questo ci costi troppo (poi ci denuncia la Corte dei Conti). Insomma, stiamo cercando di risolvere al meglio, dando un alloggio a chi ne ha bisogno, indipendentemente dal danno del sisma.

Il fondo deve mettere chiaramente a reddito le case. Ecco allora che si possono dare o a famiglie che vorranno pagare un affitto oppure agli studenti, che pagano gli affitti. Cioè , ripeto, gli studenti pagano loro!
Spero di essere stato chiaro. Non mi aspetto che i cittadini ringrazino il Comune per quanto fatto sino ad oggi, perché l’Ente si deve preoccupare di tutti, ma essere aggrediti…

LA NOTA DI MARULLI (ASSOCASA UGL)

Sono passati solo pochi giorni dall’affollata assemblea tenuta a Pettino in via di Sfrizzoli per discutere sugli sfratti che stanno arrivando alle 70 famiglie e di nuovo si alza il polverone. Le ultime dichiarazioni del sindaco buttano benzina sul fuoco, alimentando insofferenza e disagio nei locatari.

L’Assocasa, nel tentativo di portare nei giusti canoni democratici la vicenda, aveva proposto un incontro urgente con l’amministrazione per dipanare la matassa. Le 70 famiglie del Fondo immobiliare hanno avuto la certezza che l’indirizzo politico è quello di sfrattarli perché sono finiti i soldi. Ora il sindaco dichiara che questi alloggi possono essere utilizzati come posti letto per gli studenti. Quindi, ancora prima che i locatari lasciano gli alloggi, già ci sono i nuovi inquilini.

Ma se i soldi del Fondo immobiliare sono finiti come si finanzierà la nuova strategia abitativa? Misteri di una politica abitativa in affanno, con una navigazione a vista che lascia i cittadini disorientati. Le affermazioni del sindaco hanno generato nei residenti disperazione, si sentono traditi, loro devono lasciare gli alloggi ma gli studenti possono occuparli. Cercheremo di sollecitare l’incontro con l’amministrazione prima che si degeneri in tensioni sociali avvertite nei residenti.