L’AQUILA – Gli uffici comunali dell’Aquila non sono in grado, per mancanza di personale, di istruire le centinaia di pratiche sulla trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà delle case costruite nelle aree del Piano di edilizia economica e popolare (Peep).

Questo il quadro esposto davanti ai membri della seconda commissione territorio del Comune dell’Aquila dalla dirigente Enrica De Paolis, settore Ricostruzione pubblica e Patrimonio.

Sono infatti migliaia i cittadini che chiedono di poter entrare pienamente in possesso del terreno sopra cui è stata costruita la loro casa, che per questa ragione non possono vendere, e che dovrà tornare al Comune, il proprietario del terreno, allo scadere delle convenzioni della durata di 99 anni.

Il paradosso è che anche il Comune ci guadagnerebbe 10 milioni di euro di oneri che da anni chiedono di poter pagare gli stessi cittadini, pur con di non vivere più in una casa “sospesa”, in un terreno altrui.

Ci sono poi proprietari che in cooperativa avevano acquistato il terreno e poi l’avevano ceduto al Comune in diritto di proprietà, una cessione a fronte della quale il Comune aveva a sua volta dato la concessione dei terreni in diritto di superficie.

Una delibera comunale approvata nel 2007 stabilisce che nessun corrispettivo tocca ai questa categoria di proprietari.

Andrebbe attuato solo un passaggio formale con una determina dirigenziale. Lungi, però, dall’essere firmata e bollata.

Particolarmente battagliero sulla vicenda è il consigliere comunale di L’Aquila Oggi Angelo Mancini.

“In Commissione – spiega Mancini ad AbruzzoWeb – siamo riusciti a ottenere un primo risultato, cioè che la vicenda sarà affrontata in Giunta comunale che dovrà trovare il modo di far esaminare le pratiche velocemente, immagino riorganizzando la macchina burocratica, istituendo una task force. È assurdo infatti che non ci siano le risorse umane necessarie per istruire le pratiche e che questo impedisca di incassare 10 milioni di euro, che potrebbero essere usati per abbassare le tasse”.

Mancini suggerisce di cominciare intanto con le “pratiche meno complesse, dei cittadini che hanno pagato il terreno, basta una determina dirigenziale per trasformare diritto di superficie in diritto di proprietà”.

Negli altri casi l’iter è più complesso, occorre una valutazione economica, in base a dove è situato il terreno, e poi serve istruire un pratica più lunga prima di cedere la proprietà.

Le quotazioni in base alle valutazioni dell’agenzia del territorio, variano da 60 a 70 euro al metro quadro, ma la legge prevede riduzioni del 60 per cento, trattandosi di terreni in area Peep.

“I dirigenti comunali spiegano che l’esame delle pratiche è molto complesso – osserva ancora Mancini –  e che non è ne è stata esaminata neanche una; e che le priorità, con la scarsità endemica di personale, sono le pratiche della ricostruzione, in primis delle scuole. Comprendo il problema, ma so anche che va subito risolto”. Filippo Tronca