L’AQUILA – Diverse persone che abitavano in via degli Acquaviva, alle periferia della città dell’Aquila, si stanno trasferendo altrove dopo che nelle loro abitazioni sono state trovate delle telecamere spia. Non tutti se la sentono di vivere lì dopo quello che è successo. Anche per via delle inevitabili incursioni di inviati di testate nazionali e locali in cerca della verità in quei luoghi.
Gli sviluppi investigativi di questa eclatante vicenda, che ha avuto una risonanza nazionale vista la sua singolarità, sono nelle mani del perito informatico nominato dalla Procura, Fabio Biasini, che comincerà oggi l’analisi dei numerosissimi dispositivi web sequestrati a G.G., il 56enne originario di Fossa (L’Aquila), indagato per interferenze illecite nella vita privata. Il commerciante, come è noto, gestisce un bar tabaccheria in una zona centrale del capoluogo di regione ed è il titolare di quegli appartamenti.
L’uomo, secondo le indagini della polizia avviate dalla denuncia di una giovane donna, avrebbe installato telecamere minuscole, nascoste in abitazioni affittate a studenti, allievi e allieve della Guardia di Finanza, sportivi, una coppia di medici e persino musicisti. Il perito potrebbe anche verificare se l’uomo abbia agito da solo visto che non è facile piazzare le strumentazioni nei punti reconditi della casa. L’ipotesi di complici non pare affatto peregrina. Si è trattato di un lavoro meticoloso e certosino che pochi sono in grado di fare posizionando, tra l’altro, le webcam in punti strategici come sotto la doccia o vicino alla lavatrice in modo da catturare un certo tipo di immagini.
Ma l’indagine dovrà pure accertare se quei filmati, una volta archiviati, siano stati diffusi nelle varie piattaforme web e se ci sono stati dei guadagni come lascerebbero indurre gli 80mila euro trovati nella macchina del sospettato, forse provento di tale attività illecita. Qualora le immagini hard siano state pubblicate o addirittura vendute, per l’accusato scatterebbero contestazioni ben più pesanti. Per non parlare delle richieste di danni che pioverebbero dalle parti lese, finora 17.
Inoltre occorrerà accertare da quanto tempo sono state installate quelle telecamere spia. Il sospettato, marito di una professionista, è assistito dal legale Roberto De Cesaris, che preferisce non sbilanciarsi su questa spinosa inchiesta.
Indagini anche su altre abitazioni intestate al commerciante.





