L’AQUILA – “Dopo il terremoto non ci si preoccupò di far rivivere la città, ma al contrario, si fece di tutto per indurre le persone ad andarsene”. 

“È stato una vergogna vera”, secondo il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, il meccanismo dell’abitazione equivalente che ha permesso a chi ha perso casa con il terremoto di acquistare un’altra abitazione, comprando casa fuori provincia e fuori regione.

Il 50 per cento dei cittadini che hanno avuto il contributo per l’abitazione equivalente, ha infatti scelto di comprare casa in altre città, stando ai dati forniti dal settore Ricostruzione pubblica del Comune. 

In riferimento al decreto 39/2009 convertito nella legge 77 che ne stabiliva le modalità del meccanismo, è duro l’affondo di Cialente.

“L’ex commissario del governo per la Ricostruzione, Gianni Chiodi e l’ex coordinatore della Struttura tecnica di missione Gaetano Fontana che decisero di far valere il meccanismo che all’inizio era solo per le case crollate, anche per quelle da abbattere, permettendo di acquistare fuori Comune”.

“Non c’era logica in questa scelta contro la quale io e l’assessore Pietro Di Stefano ci siamo battuti perché almeno si stabilisse di ricomprare casa nel comprensorio – aggiunge – Forse è stato fatto ad hoc per premiare alcune lottizzazione nei Comuni vicini?”.

Il comma 1bis dell’articolo 3 della stessa legge, inoltre, permetteva il subentro dello Stato tramite Fintecna per rilevare i mutui già contratti dai cittadini, “una mossa fatta su pressioni delle banche per proteggere il loro mondo”, sottolinea. 

Cialente, tuttavia, non ravvisa uno spopolamento della città a quasi o sette anni dal terremoto. 

“I 2 mila abitanti persi sono ridistribuiti nei paesi vicini che hanno aumentato la popolazione – conclude – A vendere le case e a cambiare città sono state quelle persone che avevano un’abitazione che non usavano o che avevano in affitto agli studenti. Non sono preoccupato dallo svuotamento della città perché non si è verificato. In molti tra quelli che avevano casa hanno coprato villette a Scoppito o in altri paesi vicini”. (m.gal)