L’AQUILA – “Riteniamo aberrante la decisione di ripristinare i parcheggi a raso a pagamento a ridosso del centro storico aquilano. Se anche non si volesse considerare il quadro generale della situazione economica nazionale, si deve necessariamente tener conto dei commercianti, degli studenti, degli impiegati e dei lavoratori in genere che quotidianamente si recano in centro storico e che, invece di essere ringraziati per questo, vengono ripagati con una gabella e con un onere che sa di beffa”.
Paolo Ardini, esponente aquilano dell’associazione Casapound prende posizione sulla decisione del Comune dell’Aquila di ripristinare la sosta a pagamento nel centro storico, oggetto di fortissime polemiche da parte della cittadinanza in questi giorni.
“Conosciamo bene le motivazioni pratiche che hanno spinto l’assessore Alfredo Moroni a una tale decisione – prosegue Ardini – sappiamo che il contratto con la società di gestione dei parcheggi, nonché manutentrice del parcheggio di via Caldora, doveva in qualche modo essere onorato, dopo la sospensione forzata causa sisma. Non ignoriamo altresì che il congelamento temporaneo di tale rapporto ha inevitabilmente comportato disagi ai lavoratori dipendenti di tale società”.
Secondo Casapound il comune dovrebbe seguire la linea del “buonsenso e della coerenza, senza barricarsi dietro inutili e populistici proclami, visto che gli stessi protagonisti di questa sciagurata vicenda, inneggiano alla ‘città del futuro’, alla ‘smart city’ e alle ‘nuove opportunità’, ma all’atto pratico si ricadono negli stessi errori, ricorrendo alle vecchie formule”.
“Ci uniamo a quanti, tra cui il difensore civico regionale, l’avvocato Nicola Sisti, hanno già espresso la propria opposizione al progetto e aggiungiamo la volontà ferma di vigilare e denunciare il perpetrarsi di tale scelta – si legge ancora nella nota – Parafrasando l’assessore Moroni che ritiene il ripristino degli stalli a pagamento un ‘segnale di ritorno alla normalità’, aggiungiamo che l’unica cosa normale in questo momento sarebbe approfittare della situazione per cercare soluzioni nuove, da noi invocate già più di un anno fa”.
Tra le soluzioni alternative, conclude l’esponente di Casapound, potrebbe esserci “il potenziamento del trasporto pubblico locale, riqualificando in esso il personale vacante che non può, come gli altri cittadini tutti, subire passivamente errori che partono da lontano e i cui strascichi ancora oggi paghiamo”, conclude.





