L’AQUILA – È durato quasi due ore l’incontro di questa mattina nella sede della Corte dei conti tra il magistrato Lucilla Valente, l’assessore all’Assistenza alla popolazione del Comune dell’Aquila Fabio Pelini e il segretario comunale del circolo di Rifondazione ‘A. Casamobile’ Goffredo Juchich e, in rappresentanza dei cittadini, l’avvocato Pieluigi Pezzopane, ex assessore comunale.
Nel corso dell’incontro è emersa la confusione assoluta che sta segnando il passaggio dalla gestione commissariale dell’emergenza post-sisma alla fase di transizione guidata da Aldo Mancurti, braccio destro del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca.
Il nodo da sciogliere è quello sugli ultimi sviluppi nel ritardo dell’erogazione del contributo di autonoma sistemazione (Cas).
Soltanto ieri la Corte dei conti, che deve esprimere il parere sulla legittimità degli atti con cui vengono disposti i trasferimenti al Comune dell’Aquila delle somme da erogare per il pagamento del contributo, ha ricevuto la documentazione completa. Per far arrivare gli atti da Roma sul tavolo della Corte dei conti, insomma, ci è voluto un mese, un ritardo che va a sommarsi ad altri, tanto che l’ultima mensilità pagata è dello scorso luglio.
Per uscire dal ginepraio, lunedì, con una tempistica record, ci sarà una riunione in camera di consiglio per capire innanzitutto se la competenza spetta alla stessa Corte dei conti. Infatti, in qualche caso che ha riguardato il finanziamento della ricostruzione di alcune opere dei comuni del cratere, la Corte ha rispedito al mittente i decreti firmati dall’ex commissario Gianni Chiodi.
In pratica, siamo di fronte a uno dei vuoti prodotti dal passaggio da un commissariamento a un altro.
“A più di due mesi dalla fine del commissariamento – ha tuonato Pelini al nostro giornale – il governo non si è preoccupato della rendicontazione straordinaria dell’emergenza. Manca una legge sull’emergenza terremoto, chiesta in tempi non sospetti. In alcuni passagi fondamentali, come questo, ci sono dei vuoti incredibili. Le ordinanze di per sé sono confuse e raffazzonate, gli iter burocatici sono spesso monchi, ecco perché una legge chiara e definitiva consentirebbe procedure snelle e senza intoppi”.
“Ci domandiamo per quale oscuro motivo le carte siano rimaste ferme un mese prima di arrivare in Corte dei conti – ha detto ad AbruzzoWeb Juchich – a un mese e poco più dal 31 dicembre, data della fine dei compiti per Mancurti. La Corte deve verificare se l’iter burocratico sarà sempre questo, lunedì avremo una risposta chiara in merito e soprattutto con una pratica istituita in tempi record. Da parte della dottoressa Valente c’è stata tutta la comprensione per la gravità del caso, ma previsioni sugli esiti non se ne possono fare. Quel che deve far riflettere è la confusione che sta danneggiando seriamente la popolazione aquilana per la quale il Cas è una forma di assistenza vitale. Di sicuro, una volta sbloccato il tutto, verranno erogate in una volta sola tutte le mensilità rimaste in sospeso”.
“Ad aggravare una situazione già pesantissima – ha aggiunto Juchich – è la preoccupazione sul destino del Cas. Il 31 dicembre questa forma di assistenza potrebbe essere cancellata, con il rischio concreto di mettere in seria crisi una grossa fetta di popolazione terremotata. La città va messa al corrente del rischio e vanno messe in campo tutte le forze per evitare una mannaia di questa portata. Perdere il Cas sarebbe una tragedia”. Roberto Santilli



