L’AQUILA – “Neanche un centesimo di quelli ricevuti dallo Stato, è finito delle tasche del mio assistito. Se sono stati fatti degli errori da parte dell’imprenditore sarà la Magistratura a chiarirlo”.

Lo scrive ad AbruzzoWeb Alessandro Piccinini, legale dell’imprenditore Fabrizio Tranquini, denunciato per indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato nell’ambito di un’inchiesta sui “furbetti” della ricostruzione della Guardia di finanza.

Gli inquirenti ritengono che, attraverso due false autocertificazioni attestanti l’avvenuto pagamento di due fornitori, avrebbe ottenuto indebitamente da parte del Comune dell’Aquila il pagamento di due Sal (Stati di avanzamento lavori) per un importo complessivo di oltre 500 mila euro.

“È giusto non entrare nel merito di una vicenda giudiziaria che è tutta ancora da verificare, visto che solo ieri, contestualmente alla misura cautelare preventiva adottata dal Gip di L’Aquila, ci è stata notificata la conclusione delle indagini”, premette il legale.

“Mi sento però di chiarire, con riferimento al contenuto dell’articolo apparso ieri su AbruzzoWeb – prosegue – che ogni comportamento socialmente rilevante che Fabrizio Tranquini, quale amministratore della Sitec S.r.l, ha posto in essere era evidentemente teso a tentare di salvare le sorti della propria azienda e dei suoi dipendenti”.

“Solo qualche anno orsono (2011), proprio questa testata online celebrava il successo di Sitec con un articolo-intervista dal titolo ‘Il miracolo Sitec, qualità e gioco di squadra’ – scrive ancora – e oggi, al netto della vicenda sisma, con le ditte strozzate dalla burocrazia e dal ritardo dei pagamenti, con ritardi medi calcolati in 290 giorni dalla conclusione dell’appalto, si registrano ogni giorno vicende come queste dove, oltre a doversi reinventare per non aver più il proprio lavoro, si è costretti anche a dove affrontare le vicende giudiziarie che ne conseguono”.

“Siamo certi, comunque, che avremo modo di chiarire ogni questione relativa agli addebiti che vengono mossi al mio cliente”, conclude.