L’AQUILA – L’associazione Lavori@amo per L’Aquila, nata all’interno del contact center Inps-Inail-Equitalia che rischia di perdere 560 posti di lavoro, ha convocato una assemblea Aperta “per un confronto sul tema del Lavoro all’Aquila, con particolare attenzione al mondo dei contact center e dei servizi a distanza che rappresenta il settore occupazionale più rilevante a L’Aquila, l’unico in grado anche di promuovere nuova ‘buona’ occupazione.
L’assemblea, la seconda in poche settimane, è stata convocata per sabato 14 gennaio, 10,30 presso la Casa del Volontariato, in via Saragat, 10, zona Campo di Pile.
All’assemblea interverranno, tra gli altri, l’onorevole Lello Di Gioia, presidente della Commissione parlamentare Bicamerale di Controllo sulle attività degli Enti gestori di forme obbligatorie di Previdenza e Assistenza Sociale, e Gianni Padovani, consigliere comunale aquilano dei Socialisti italiani, responsabile Patronato Enac Abruzzo – Agenzia per il Lavoro.
“Il tema dello sviluppo e dell’occupazione all’Aquila – si legge in una nota dell’associazione, di cui è presidente Venanzio Cretarola – è oggi ancora più urgente. Non c’è più tempo da perdere. L’allarme sulla nuova gara Inps non è affatto cessato dopo la doverosa proroga del servizio pubblico di rilevanza nazionale. Per creare nuove occasioni di lavoro dobbiamo innanzitutto tutelare quello esistente”.
“Per questo – prosegue la nota – vogliamo sollecitare ancora la massima attenzione sulla vicenda della nuova imminente Gara per il contact center Inps poiché, anche dopo la grande mobilitazione dell’intera città e delle forze politiche e sindacali, l’unica esplicita indicazione ricevuta dall’Inps, contenuta nel comunicato dei sindacati nazionali di settore, consiste semplicemente nella dichiarazione di voler rispettare le norme vigenti. E ci mancherebbe altro!”.
“Ciò che continua però a mancare sono le indicazioni sulle concrete modalità applicative delle leggi, ed è questo il problema che abbiamo posto da tempo all’attenzione di tutte le istituzioni locali e degli esponenti politici e sindacali. È su questo che bisogna ottenere risposte chiare, prima che sia troppo tardi”.



