L’AQUILA – Brutte notizie per il settore dei call center dell’Aquila, dopo l’arresto nei giorni scorsi del titolare di Transcom Roberto Boggio e le dimissioni del direttore generale dell’Inps Massimo Cioffi.
A lanciare il grido d’allarme è l’associazione, nata da pochi giorni, Lavori@mo per L’Aquila, in una nota firmata dal presidente Venanzio Cretarola.
“Sul Sito istituzionale Inps – si legge nella nota di Lavori@mo per L’Aquila – è apparso oggi un comunicato riguardante la procedura connessa alla nuova gara per il servizio di contact center Inps-Inail-Equitalia. L’affidamento del servizio aggiudicato nel 2010, che all’Aquila impiega 560 lavoratori di cui il 25 per cento composto da disabili, è scaduto il 15 giugno 2016 ed è stato prorogato fino al 31 dicembre 2016.
Oltre al resoconto delle iniziative assunte da Inps finora, il comunicato illustra i criteri di aggiudicazione per il nuovo bando di gara relativo ai volumi di traffico telefonico attuali pari a 1.900.000 contatti al mese”.
“Ma l’aspetto allarmante – si legge ancora – riguarda la determinazione dei punteggi relativa al lotto comprendente il ‘servizio operatori e infrastruttura a supporto’: 60 punti su 100 per l’offerta economica e 40 punti su 100 per l’offerta tecnica. Poiché tale servizio è costituito per il 95 per cento dal costo del lavoro degli operatori, questa decisione comporterebbe una gara giocata quasi esclusivamente sul massimo ribasso del costo del lavoro, anche al di sotto dei minimi contrattuali e di legge rischiando di penalizzare drasticamente la quantità e soprattutto la qualità del servizio”.
Per l’associazione, “vuol dire inoltre escludere totalmente la valutazione dei requisiti professionali degli operatori in un’attività che richiede una notevole preparazione ed esperienza professionale, per la quale lo stesso Inps ha speso ingenti risorse economiche in formazione continua e certificata degli addetti”.
“Tale scelta è incomprensibile ed inaccettabile e rischia di penalizzare le aziende più serie e di favorire esclusivamente le imprese più ‘spregiudicate’ che riterranno di poter contare su opinabili agevolazioni di varia natura o, peggio, su comportamenti elusivi delle normative vigenti. Va sottolineato che il precedente Bando emanato nel 2008, per il medesimo servizio, prevedeva invece un punteggio relativo allo stesso parametro pari al 25 per cento”, conclude la nota.
Negli ultimi giorni alcuni ‘pezzi’ di politica aquilana e abruzzese, anche a livello nazionale, hanno cominciato a muoversi nei rispettivi ambiti, anche perché di mezzo c’è una fetta consistente dell’occupazione all’Aquila, città terremotata che vive una situazione drammatica e che, finisse male questa vicenda, sprofonderebbe ulteriormente.
Con le elezioni comunali all’orizzonte. (red.)



