L’AQUILA – “L’Aquila per il call center ha numeri alti, da parte nostra c’è tutta l’attenzione che merita il caso. In generale, però, per un settore così in difficoltà, si deve puntare alla clausola sociale che serve ad accompagnare i lavoratori dove c’è il lavoro, indipendentemente dall’azienda che prende l’appalto”.

Ha fatto rumore fino a superare i confini regionali, la vicenda del call center H3G della Globe Network, all’Aquila, che vede 234 lavoratori a rischio licenziamento dal 30 giugno prossimo per la fine della commessa.

A intervenire sulla questione è Martina Scheggi, della segreteria nazionale Slc Cgil, nel giorno della protesta dei lavoratori durante la tappa aquilana del Giro d’Italia, mentre è ancora aperto un altro caso aquilano, quello del call center E-care, con 60 posti di lavoro a rischio. 

“Quello che a noi interessa in questo settore – afferma Scheggi ad AbruzzoWeb – è che ci sia un passaggio dei lavoratori a parità di contratto collettivo nazionale delle comunicazioni e a parità di condizioni. Certo, in situazioni di gare al massimo ribasso, ci possono essere delle difficoltà, ma non è il caso di Globe Network all’Aquila”.

Scheggi in ogni caso garantisce che sul caso aquilano “ci stiamo battendo per far sì che l’azienda si comporti correttamente, vogliamo che la storia si concluda nel migliore dei modi”.

“Nel momento in cui vengono applicate le regole che già esistono – conclude la sindacalista – non ci sono limitazioni per la concorrenza, se è questa una preoccupazione per qualcuno. Se dovessimo applicare per i cambi di appalto le regole di massimo ribasso, le regole che obbligano a mettere all’interno del prezzo con cui si è vinto l’appalto almeno il costo del lavoro che è deciso dal contratto collettivo nazionale, la clausola sociale non va ad incidere sulla concorrenza. Semplicemente, togli dal campo le irregolarità. Non dovremmo neppure aver bisogno per l’applicazione di regole che già esistono”. Roberto Santilli