L’AQUILA – Ritorno a casa. Marco Onesti, ex portiere ed ex capitano dell’Aquila Calcio nel 1997/1998, anno della vittoria del campionato di serie D, è tornato nel capoluogo come preparatore portieri della prima squadra rossoblù, che domani si radunerà in vista della nuova stagione.
Ritornano alla mente le emozioni di quell’annata straordinaria, entrata nelle pagine più gloriose della storia calcistica aquilana, visto che si è trattato dell’unico campionato vinto dal club terminando al primo posto, senza spareggi o ripescaggi, battendo il Rieti con 74 punti.
Ricordi ben impressi nella memoria dell’ex portierone aquilano, che nell’intervista ad AbruzzoWeb torna a parlare degli anni d’oro e spiega le ambizioni che guidano il suo ritorno in rossoblù, stavolta dalla parte dello staff tecnico.
Onesti ricorda ancora i suoi duelli con “Penna Bianca” Fabrizio Ravanelli e spende una buona parola per l’attuale estremo difensore rossoblù, Andrea Testa.
Dopo esserci stato come giocatore finalmente è tornato nella squadra aquilana, come preparatore dei portieri. Quali sono le sue sensazioni su questo nuovo incarico?
Sicuramente positive, sono molto felice perché vivo all’Aquila, ho la famiglia qua e perciò questa rappresenta la situazione ideale per me.
Dal punto di vista sportivo quali sono le vostre aspirazioni per la nuova stagione?
Con la nuova riforma che prevede la serie C unica dalla prossima stagione, quella 2013-2014, penseremo a disputare un torneo positivo per costruire qualcosa di buono in vista delle prossime.
Lei è stato il capitano della storica formazione che arrivò prima in quarta serie quindici anni fa. Cosa si ricorda di quella stagione?
Quello fu l’unico campionato in cui L’Aquila ottenne la promozione arrivando prima nel girone, evitando spareggi e ripescaggi, e ricordo che fu un’annata stupenda: all’inizio eravamo partiti sottotono, senza particolari velleità di vittoria, ma poi, grazie a un gruppo fantastico, siamo riusciti a centrare il traguardo di vincere il campionato e ottenere la promozione in C2.
Qual è l’avversario più forte che ha incontrato nella sua carriera?
Ho incontrato tanti giocatori forti sia in C1 che in D, uno su tutti Fabrizio Ravanelli, quando giocava nel Perugia.
Invece il compagno di squadra più forte?
Mah, è una domanda difficile perché ne ho avuti tanti in C1, non saprei dirlo adesso; anche in D ho avuto compagni di squadra molto forti, perché allora non c’erano i fuoriquota ed erano campionati molto competitivi.
Si è ispirato a qualche portiere in particolare per la sua carriera?
Beh si, ai miei tempi c’erano Walter Zenga e Stefano Tacconi che andavano per la maggiore.
Ha un portiere preferito in assoluto?
Sarebbe fin troppo facile dire Gianluigi Buffon…
Oltre lui, tra i portieri in attività quali sono secondo lei i più forti?
Ho avuto un’ottima impressione dal nuovo portiere dell’Inter, Samir Handanovic: è molto bravo.
E la famosa scuola italiana dei portieri? È ancora competitiva come un tempo?
Penso che in questo periodo abbia perso un po’ di terreno a causa dell’arrivo nei campionati italiani di numerosi portieri stranieri, ma è ancora valida.
Invece cosa pensa di Andrea Testa, l’estremo difensore rossoblù, che ha “rischiato” di finire in serie B prima di essere confermato?
È un ragazzo interessante, può diventare un ottimo portiere anche se poi conterà molto anche la… testa. Comunque ho visto che nell’ultima stagione è stato uno dei punti di forza della squadra e può esserlo anche quest’anno.



