L’AQUILA – Dopo oltre 12 anni e mezzo L’Aquila Calcio torna prima in testa alla classifica nella ex terza serie, sia pure in coabitazione con Pisa, Frosinone e Pontedera.
Ma rispetto al gennaio del 2001, quando nel campionato di C1 i rossoblù del presidente Michele Passarelli passarono a Catania, oggi il primato ha un sapore diverso, più forte.
La vetta del girone B di Prima Divisione di Lega Pro, la categoria che ha sostituito in pratica la C1, a oltre 4 anni e mezzo dal tragico terremoto, assume il valore del riscatto di una intera città che tra mille difficoltà sta cercando di risollevarsi e di rilanciarsi.
E il tragico evento, per una volta, rappresenta un elemento di speranza nella favola calcistica di un sodalizio che, all’epoca del sisma del 6 aprile 2009, anche a causa di un fallimento era precipitato addirittura tra i dilettanti in Eccellenza e che, dopo due ripescaggi con alla presidenza Elio Gizzi, lo scorso anno ha riconquistato sul campo la terza serie vincendo i play off di Seconda Divisione.
Infatti, la società guidata dal presidente Corrado Chiodi, che di professione fa il costruttore e che è molto impegnato nella ricostruzione, ha potuto “costruire”, con l’ausilio del ds Ercole Di Nicola, una squadra di tutto rispetto grazie anche all’attività legata di riparazione del patrimonio edilizio danneggiato dal terremoto.
Non a caso, nel sodalizio aquilano Chiodi è affiancato da una decina di colleghi che, a vari livelli, hanno commesse nell’ambito della ricostruzione.
“Sono un po’ po’ amareggiato ma ci può stare un po’ di calo, non possiamo sempre vincere – dice il presidente Chiodi – Bisogna anche capire che il Barletta ha giocato con il sangue tra i denti. Ma il primo posto ci fa molto piacere, lo considero un elemento importante anche sul fronte del rilancio della città”.
Chiodi ricorda di essere “sempre stato convinto il calcio è lo specchio della realtà quindi all’Aquila deve ridare la carica necessaria non solo per noi ma anche per le istituzioni e, soprattutto, per la gente che è demoralizzata”.
“La ricostruzione può incidere sui successi calcistici? In questo momento mi sta dando e io in qualche maniera voglio restituire – conclude – Ho individuato il calcio che era un po’ carente e visto che lo vedo come un elemento aggregativo e di grande impatto sociale, ho deciso di investirci”. Berardino Santilli






