L’AQUILA – Il vecchio “Terry” aveva provato a rovinare tutto, con quella scossa di magnitudo 3.2 di ieri sera.
Invece no, bellezzo’, non puoi rovinarci pure questo momento. L’Aquila – Prato 3 a 2.
Tre a due per i rossoblù di Maurizio Ianni, rimessi in carreggiata dopo aver dominato, gettato al vento la gonna e rischiato pure l’oblìo.
Avreste dovuto vederli, i ragazzi e le ragazze in curva. Qualcuno un po’ imbiancato, forse più stanco, ma con un cuore che, se potesse, scoppierebbe fuori.
Da Piffio, l’uomo della trasferta da solo a Gela, in Sicilia, a sgolarsi per far cantare i tifosi, a Pasquale Caruso, Massimo Tomei, Alen, Pierluigi Sollecchia, i fratelli Cerasoli, alla gente di Scoppito e Sassa, da Frollo al Biondo, a Nando Lippolis, figlio di Nicola “Ju Barese“, che oggi sventola il bandierone rossoblù in cielo, a Battista Capannolo, più defilato ma presente, come tocca del resto alle leggende.
Anche il rugby presente, con il capitano neroverde Maurizio Zaffiri e qualche calciatore sparso qua e là, come l’eterno bomber Angelo Bontempo e due pezzi di Amiternina, il capitano Alessandro Del Coco, che in quanto a incitamento non si è affatto risparmiato, proprio come gli succede quando scende in campo, e l’ex giallorosso Massimo Volpe.
Si rivede pure un Cherubini, il giovane Marco, figlio di Valdo, che dell’Aquila Calcio è uno dei simboli con oltre 400 gare di campionato giocate.
Bella, bellissima la curva di oggi. Si cerca di riemergere dalla polvere a tutti i livelli, no? Beh, allora, gli aquilani che amano L’Aquila sono davvero tanti.
Tre a due per i rossoblù. Non è ancora finita, anzi, ma per adesso va bene così. A Prato serviranno personalità e muscoli, perché i toscani, s’è visto oggi, in un istante tirano fuori la lingua velenosa e feriscono.
Ce l’avevano quasi fatta a spedirci a casa e nei M.a.p. con la testa china.
Invece no. La curva trema per la gioia. Così dovrebbe essere. Sempre.
Tre a due, allora. Tre a due, per la gente che non c’è più. Tre a due per lo stadio pieno, come non si vedeva da secoli. Tre a due per la città. Sotto il sole del nostro immenso maggio, senza più la pioggia battente.
Il terzo gol ha scacciato via incubi e nuvole.
Vediamo di non farli tornare. In fondo, questo sogno e questa primavera ce li meritiamo.
ARTICOLI CORRELATI:






