L’AQUILA – Alla Figc si gioca a palleggiarsi le responsabilità, e si fa concreto lo spauracchio dell’iscrizione alla Prima categoria, invece della più blasonata Eccellenza, per l’Asd Città di L’Aquila, nata sulle ceneri della fallita L’Aquila Calcio 1927.
L’attesa riunione a Roma in cui il commissario straordinario della Figc nazionale Roberto Fabbricini avrebbe dovuto prendere una decisione, si è risolta infatti con un nulla di fatto, rimandando la palla avvelenata al presidente del Comitato regionale Lega nazionale dilettanti Daniele Ortolano, che ha per oggi convocato un consiglio direttivo a L’Aquila, per decidere le prossime mosse.
Tace in queste delicatissime ore l’assessore allo sport Alessandro Piccinini. Esprime invece tutta la sua rabbia il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari, che non esita a definire “inaccettabile”, ‘il comportamento di Fabbricini e sopratutto di Ortolano.
Pesa anche il niet delle altre squadre abruzzesi iscritte al campionato regionale di Eccellenza, che partirà domenica prossima. Posizione che potrà incidere sulle decisioni di Ortolano.
La strada insomma è tutta in salita, per consentire alla neo società di cui è presidente Marco De Paulis, e il socio forte l’imprenditore campano Ernesto Penzi, di non ripartire dalla Terza categoria, il gradino più basso, ma con una deroga prevista dai regolamenti per squadre che hanno un prestigio da vantare, in categorie un pò più più alte, almeno la Prima categoria o la Promozione, e ancor meglio l’Eccellenza, un gradino più bassa della serie D, dove ha militato nello scorso campionato L’Aquila calcio 1927.
Nella nota ufficiale della Figc si legge che “l’organizzazione dei campionati regionali compete al Comitato regionale Abruzzo della Lega nazionale dilettanti, e che ogni valutazione e determinazione non può prescindere dalla posizione che dovrà esprimere il medesimo Comitato”.
La patata bollente torna insomma ad Ortolano, suo malgrado. Di seguito comunque sarà necessaria un’altra istanza di Fabbricini per assegnare definitivamente la categoria. Non dovesse arrivare, ci sarebbe addirittura l’iscrizione alla Terza caegoria.
In una nota l’Asd Città di L’Aquila afferma: “Alla luce di quanto scritto da Roma, appare chiara la necessità che il Presidente della Figc Abruzzo Daniele Ortolano prenda una posizione chiara sulla ‘questione L’Aquila’. Una posizione che, già nel recente passato, Ortolano era stato sollecitato a prendere – sia dai livelli sportivi sia da quelli istituzionali del Capoluogo d’Abruzzo – in modo da fare finalmente chiarezza sul destino sportivo – lato categoria di appartenenza per la Stagione Sportiva 2018/2019 – dell’Asd Città di L’Aquila”.
Nel frattempo il presidente De Paulis, ha già provveduto ad inviare una diffida al Comitato Regionale Abruzzo della Figc affinchè “proceda con urgenza e prima dell’avvio dei campionati di Eccellenza e Promozione, ad emettere il parere richiesto da Roma”. Cioè entro sabato prossimo.
Che le cose non si stiano mettendo per il verso auspicato, lo si intuisce anche un altro passaggio della nota di Fabbricini in cui si auspica che “la città di L’Aquila convogli i propri sforzi in un’unica entità calcistica” con la fusione con il San Gregorio, che milita nel campionato di Promozione. Ipotesi già circolata, ma che a quanto si apprende è respinta al mittente dallo stesso San Gregorio.
La norma a cui si aggrappa la nuova compagine aquilana, è quella contenuta nell’articolo 52 del Noif (Norme organizzative interne della Figc), che consente, a fronte di fallimenti societari, di non ripartire dalle ultime categorie dilettantistiche ai team formatisi in seguito, come successo, in tempi recenti in Abruzzo al Chieti nel 2006-2007, al Teramo nel 2008-2009 o, in tempi più recenti, al Giulianova nel 2016-2017. Un’altra nobile decaduta abruzzese, il Lanciano, lo scorso anno è dovuta ripartire invece dalla Prima Categoria.





