L’AQUILA – Eccola qui, la storia che si rifà viva dopo tanti anni. Dopo 80, lunghissimi anni. 

L’Aquila Calcio si appresta a vivere uno dei momenti più intensi di sempre. 

Sul campo, allo stadio ‘Fattori’, domani, domenica 11 maggio, affronterà il Pisa. Primo turno, da dentro o fuori subito, dei play off di Prima Divisione Lega Pro, quelli che spalancano le porte per la Serie B, dopo il sogno ad occhi aperti della stagione scorsa, una promozione in C1, certo, Prima Divisione Lega Pro, dopo 13 anni. 

Dopo questa stagione ‘sparata’ a mille, con i play off conquistati grazie a una quinta posizione in classifica, che se non ci fosse stato qualche dannato scivolone strada facendo…

Ma adesso tutto il resto non conta più. 

Adesso è tempo di giocarsi la carta della storia. In casa. Davanti a cinquemila e più spettatori. 

“Se andiamo avanti è qualcosa di strepitoso”, ammette Giovanni Pagliari, mister già promosso l’anno scorso con un lavoro martellante nelle ultime giornate, quando la squadra, senza mister Maurizio Ianni ormai esonerato, sembrava allo sbando più totale. 

“Mi sento bene, sono concentrato, determinato, a capo di un gruppo che ha lavorato sempre bene. Sono ragazzi straordinari i miei, domani, come sempre, daranno l’anima”, le parole del mister marchigiano, che dopo la partita contro il Catanzaro, 0-0 all’ultima giornata con quel punto per ufficializzare l’accesso ai play off da quinti in graduatoria, aveva espresso più di qualche dubbio sulla città, o meglio, quella parte di città che sembra fregarsene dei colori rossoblù, e sulle istituzioni: “Forse non hanno capito cosa abbiamo fatto”, aveva detto il mister. 

“Ma domani sarà tutto diverso, lo stadio sarà finalmente pieno. Capisco tutti i guai e le difficoltà di questa stupenda città purtroppo terremotata, in campo si va per dare il massimo anche per chi sta soffrendo una situazione non facile a cinque anni dal sisma. Dobbiamo regalare quest’altra gioia a loro e ovviamente a una curva sud strepitosa, davvero, uno spettacolo cui ho avuto il privilegio di assistere ogni domenica, sia in casa che in trasferta. Vogliamo vincere per L’Aquila, molto semplicemente”.

E il presidente del sodalizio rossoblù Corrado Chiodi, mentre Pagliari raccoglie forze e concentrazione, pare indiavolato. 

“È tutta la settimana che penso a questa partita”, dice il presidente al nostro giornale. 

“Ci ho pensato tanto, esageratamente tanto”, pare Vasco prima di un concerto a San Siro. “Adrenalina a tremila, sto in apprensione, domani ci giochiamo tutto. Il campionato è stato bellissimo, ma arrivare dietro non ci piace e non dà alcun merito”.

Dell’adrenalina del presidente, ne sa qualcosa mister Pagliari.

“L’ho visto stamattina, ci siamo visti l’altro ieri, siamo andati a cena mercoledì. Dobbiamo stare vicini, tutti, dobbiamo stringerci intorno alla squadra. È una partita da dentro o fuori e si gioca in casa nostra, non possiamo mollare. E la città ha finalmente reagito”.

Poi l’imprenditore edile aquilano, impegnato nella difficile ricostruzione del capoluogo abruzzese, tira un po’, soltanto un po’, il freno a mano. E analizza tutta la vicenda dal punto di vista di un uomo che all’Aquila vive e lavora in un settore che definire strategico per il futuro della città è a dir poco riduttivo.

“Se noi facciamo bene, anche le istituzioni possono farcela. Servono buona volontà e tutta la forza d’animo possibile e immaginabile. Noi la volontà l’abbiamo messa sempre, non abbiamo fallito neanche uno stipendio, abbiamo messo il progetto rossoblù davanti al resto. Ed ecco i risultati, una crescita vera, ma con equilibrio nei bilanci.  Altre società più importanti e blasonate della nostra sono andate in difficoltà, noi siamo in piedi. Questo le istituzioni lo sanno. È in gioco il bene dell’Aquila, non solo sportiva o calcistica”.

Non può mancare il capitano in campo, Marco Pomante.

“Siamo consapevoli di poter dare vita a una grande storia per L’Aquila Calcio, ma abbiamo bisogno dei tifosi. So che saranno tanti e tutti noi ci aspettiamo qualcosa di eccezionale da parte loro. Noi in campo daremo il massimo. Per loro. E per la città”.

Una giusta tensione gli sorregge la voce, d’altra parte lui l’anno scorso contro Chieti e Teramo, gran finale, c’era eccome.

Ma col Pisa è dentro o fuori. Non si scherza. L’Aquila e Pisa lo sanno bene, dopo aver faticato per guadagnarsi un posto al sole c’è da spingere ancora più forte. In una botta sola. 

“Entrambe le squadre hanno la struttura per vincere, non esiste una favorita fra noi. In questi play off tutte le formazioni hanno le carte in regola per imporsi, quindi nessun calcolo, dobbiamo sfoderare una prestazione maiuscola”, dice Pomante, che spiega come sia stata diversa l’impostazione di Pagliari negli ultimi giorni, quelli dedicati alla preparazione di una partita che vale tantissimo. 

“Ci ha trattati e ‘curati’ in modo diverso, perché ovviamente c’è di mezzo una partita secca. Dobbiamo evitare qualsiasi errore, il suo è stato un grandissimo lavoro in stagione e anche adesso che c’è da prepararsi con parametri differenti sta dimostrando di essere un grandissimo allenatore”.

Sul Pisa, Pomante poi non ha alcun dubbio. “Verranno al ‘Fattori’ a giocarsi la partita a viso aperto, sarà sicuramente un match strano, tesissimo. Ma dalla nostra abbiamo il pubblico, una tifoseria straordinaria pronta a darci una carica incredibile”.

Nessun timore per i più ‘piccoli’ del gruppo come Marco Frediani, catapultati per la prima volta in una simile roulette. 

“Sono tranquilli – sentenzia il capitano rossoblù – siamo tutti maturi, siamo un grande gruppo. Non temiamo nessuno. Vogliamo vincere per regalare una gioia immensa a questa gente. Alla gente dell’Aquila”.