L’AQUILA – “Se ci daranno 31 punti di penalizzazione, saremo pronti a ritirare la squadra”.

Questo l’annuncio del vice presidente dell’Aquila Calcio Massimo Mancini, dopo la richiesta della Procura federale della Ficg di dare 31 punti di penalizzazione e 200 mila euro di ammenda alla società rossoblù nell’ambito della inchiesta Dirty Soccer sul calcioscommesse, inchiesta che ha sconvolto le leghe minori italiane tra cui la Lega Pro, campionato in cui militano ancora gli aquilani noni in classifica e il Teramo che ha visto sfumare in tribunale il sogno della serie B, e portato, tra l’altro, all’arresto dell’ex responsabile dell’area tecnica rossoblù Ercole Di Nicola – per lui chiesti 6 anni di squalifica e 180 mila euro di ammenda – con successiva revoca dei domiciliari (Di Nicola era stato arrestato e messo per un giorno in carcere a Venezia). 

Nella serata di ieri, al termine della requisitoria del dibattimento di primo grado a Roma da parte del sostituto procuratore della Figc, Gioacchino Tornatore, i punti da scontare in questo campionato per L’Aquila erano stati fissati a 32. 

Ma, da quanto emerso, è avvenuto una sorta di corto circuito nelle stanze del procuratore federale Stefano Palazzi, per cui è stato depositato un documento con le richieste sanzionatorie per L’Aquila Calcio con un computo di 25 punti e non di 32 come invece detto al termine del dibattimento, Fino a quando stamani lo stesso Palazzi ha eccepito l’errore fissando il tutto a 31 punti, modificando completamente il criterio di imputabilità. 

“Se questo è il calcio – tuona Mancini – mi domando, da imprenditore, cosa sto facendo in questo mondo. Penso che vogliano farci male, perché altrimenti non si spiega il motivo della scelta di calcolare 7 punti di penalizzazione a partita e non 3 come invece andrebbe fatto. Così non ha senso investire nel calcio, l’avessimo saputo a inizio campionato, non avremmo speso 2 milioni e mezzo di euro per allestire la squadra di mister Carlo Perrone“.

Su una possibile decurtazione dei punti nei successivi gradi di giudizio, Mancini è convinto che siano giusti “6 punti, non di più. A 15-16 punti, sarebbe complicata ma i ragazzi potrebbero giocarsela, pure se consapevoli che si tratterebbe di una punizione comunque ingiusta”

“Tra l’altro, il coinvolgimento di Ercole Di Nicola nel calcioscommesse – prosegue – riguarda anche il periodo in cui non faceva più parte della società, quindi non dobbiamo pagare noi, senza dimenticare che si continua a pretendere un controllo da veri 007 che le società non possono garantire semplicemente perché non hanno gli strumenti adatti. Se avessimo saputo ciò che si imputa a Di Nicola, di sicuro ci saremmo mossi di conseguenza”.

Per l’avvocato difensore dell’Aquila Calcio Flavia Tortorella, “da quanto emerso, sono state sviluppate le nostre difese, in mezzo a diversi errori materiali. Voglio che quello di questa mattina sia un documento dichiarato illegittimo, quindi che venga dichiarato valido quello di ieri sera dei 25 punti, e che sia il collegio a giudicare L’Aquila Calcio”.

“Non c’è stato soltanto un errore nel conteggio – chiarisce – perché, ad esempio, per L’Aquila – Santarcangelo, ieri sera i punti di penalizzazione erano 3, questa mattina 7. Barletta-Catanzaro, ieri sera 3 punti, questa mattina 1. Allora, ritengo che i criteri da utlizzare siano quelli che governano da anni queste situazioni di illecito sportivo. Questi criteri non sono stati rispettati né nella richiesta sanzionatoria di ieri, né in quella di stamattina. Ed è evidente che la difesa, con i punti che ‘ballano’, subisce delle complicazioni”. 

La sentenza doveva uscire mercoledì sera, ma ci vorrà più tempo perché uscirà fornita di motivazioni. 

“Ma è inusuale“, chiosa Tortorella.