L’AQUILA – Cadde con il ciclomotore a causa dei binari della Metropolitana di superficie, peraltro mai entrata in funzione all’Aquila, rotaie che per fortuna sono state rimosse. L’incidente risale al 2012 ma solo dopo quasi 10 anni il Comune è stato condannato a risarcire la donna che era in sella al mezzo, dopo una sentenza di Corte di appello con oltre 20mila euro. La somma è stata liquidata.
Lo si apprende da una recente determinazione dirigenziale nella quale si definiscono i rapporti dell’ente con l’assicurazione in relazione a questo fatto. I binari della “metro trappola” erano dislocati soprattutto in via Piccinini, via Corrado IV e via Leonardo da Vinci a Pettino. Il ricorso accolto dai giudici era stato curato dall’avvocato Lucio Leopardi.
La caduta, nello specifico, ci fu a causa del dislivello tra le rotaie e il manto stradale. La somma è molto consistente in quanto i periti hanno riconosciuto anche “danni biologici”. Ai soldi vanno aggiunti pure gli interessi. L’ente, come detto, ha incaricato una assicurazione con la quale ha stipulato una polizza con franchigia che si attiva in caso di risarcimento per danni causati da incidenti stradali.
Non è la prima sentenza di questa natura visto che di recente un ciclista, caduto a causa di una dinamica simile, è stato risarcito con una somma ancora maggiore.





