L’AQUILA – Due pullman di immigrati provenienti dalla zona di Lampedusa sono arrivati ieri sera all’Aquila con 74 persone a bordo.
I mezzi hanno fatto tappa sia al polo sanitario di Collemaggio, dove ci sono alcune strutture della Asl aquilana, sia all’ospedale San Salvatore del capoluogo, in particolare presso il pronto soccorso.
Secondo quanto appreso da fonti sanitarie, gli extracomunitari erano già stati controllati all’arrivo, ma hanno ricevuto nuove visite in particolare dai medici del territorio che si occupano della prevenzione.
La gran parte di loro non ha destato sospetti mentre 5 sono stati presi in esame dal Pronto soccorso.
“Abbiamo saputo in ritardo di questo arrivo – spiega il primario, Luigi Valenti – ma c’era già un piano pronto per gestire l’afflusso in accordo con il mio collega del reparto di Malattie infettive Alessandro Grimaldi”.
Dei 5 casi analizzati, “3 persone presentavano una febbre comune e per precauzione sono state ricoverate, ma non si tratta di nulla di contagioso”, conclude il medico.
Nonostante fosse sabato sera, la comitiva è stata avvistata da molti cittadini aquilani e le voci hanno cominciato a circolare.
Si sono diffusi i primi sospetti e qualcuno ha pronunciato la parola tabù “ebola”, il temuto virus, ma il rischio è stato fugato dagli accertamenti sanitari che, comunque, erano già stati svolti prima della partenza.
Non è il primo arrivo di questo genere dalle strutture siciliane strapiene di clandestini, già ad aprile altre persone sono state portate nell’Aquilano ma, da quanto si è appreso, oggi non dimorano più in queste zone.
Le nazioni da cui provengono gli immigrati sono Nigeria, Mali, Gambia, Senegal e Guinea.
Finiranno in strutture di accoglienza nel capoluogo, Fraterna Tau e Centro servizi per il volontariato, e nella provincia dove ce ne sono altre, a Castel del Monte e Avezzano.
Ora sarà avviata la procedura per la richiesta dello status di rifugiati, quindi verranno inseriti in vari progetti di attività che li porteranno altrove in Italia.



