L’AQUILA – La centrale a biomasse che sorgerà a Monticchio continua a far discutere.

Dopo il coro di ‘no’ espresso dai comuni, dalle circoscrizioni e da diverse associazioni alla realizzazione di questo impianto che, si teme, diventerà ben presto un inceneritore, arriva la voce dell’assessore comunale all’Ambiente Alfredo Moroni (nella foto) nel tentativo di placare gli animi.

“Prima di abbandonarsi a facili isterismi – ha affermato – bisogna innanzitutto informarsi bene su cosa è e come funziona una centrale a biomasse. Credo che la produzione di energia pulita non possa essere vista come una cosa negativa: esiste l’eolico, il fotovoltaico, ed esistono anche queste centrali che bruciano legna vergine per ottenere energia”.

Proprio al fine di fare più chiarezza sulla questione, l’assessore ricorda di aver proposto, durante l’ultimo consiglio di circoscrizione a Paganica,  un’assemblea pubblica nella quale “discutere degli eventuali vantaggi e svantaggi dell’insediamento di un impianto del genere, sciogliere i dubbi sulla compatibilità ambientale e sui pericoli per la salute della popolazione. Un’assemblea aperta a tutti, cittadini, istituzioni e anche rappresentanti dell’azienda che realizzerà la centrale”.

Sul rischio, paventato dalle associazioni e dai comuni coinvolti, che la centrale sia in realtà il cavallo di Troia per l’installazione di un inceneritore, Moroni spiega che “per avere il permesso di bruciare i rifiuti, l’azienda dovrebbe comunque modificare l’impianto e ricominciare le procedure da capo, presentando tutta la documentazione necessaria per ottenere nuovamente le autorizzazioni”.

“Noi come Comune, comunque, stiamo facendo delle verifiche – assicura Moroni – e dopo l’assemblea pubblica assumeremo una posizione più precisa riguardo la realizzazione centrale”.

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