L’AQUILA – “Ma passi stamattina a scuola?”, “Non posso, devo avere un’interrogazione e non so niente, infatti sto in garage almeno ripasso qualcosa. Se vuoi ci vediamo a ricreazione”.

Sono queste le intercettazioni ambientali di giovanissimi minorenni che si muovevano su taxi per non destare sospetti ed essere fermati dalle forze dell’ordine, mentre spacciavano cocaina e grandi quantità di marijuana ai ragazzi delle scuole medie superiori.

È quanto emerge dell’indagine portata avanti dalla narcotici della squadra mobile dell’Aquila, capitanata dall’ispettore superiore Nazzareno Buccella di cui riferisce oggi il quotidiano Il Messaggero

L’inchiesta vede tra gli altri, due ragazzi minorenne, i giovanissimi pianificavano le mosse all’interno di una casa di proprietà e poi si spostavano sui taxi per recapitare la “merce”. La casa era messa a disposizione da un uomo, adulto, il quale acquistava le sostanze stupefacenti per sé e pianificava gli incontri con i giovani aquilani e gli albanesi per lo spaccio.

I primi ragazzi sono stati ascoltati dal pm Anna Passannanti, uno dei due minori, una ragazza, ha raccotato tutto, ammettendo anche di aver acquistato una piccola quantità di marijuana per il proprio fidanzato. L’altro ragazzo, invece, si trova in una situazione più delicata, poichè avrebbe spacciato più di un chilogrammo ricavandone 3 mila euro e avrebbe acquistato della cocaina.

I minori concentravano le loro attività soprattutto nella zona di Acquasanta. Al momento sono assistiti dall’avvocato Paolo D’Amico.